CONDIVIDI
Marco Simoncelli (Getty Images)

Marco Simoncelli oggi avrebbe compiuto 31 anni. Il suo ricordo resta indelebile in tutti noi a distanza di 7 anni da quel terribile giorno di ottobre in cui il mondo delle corse si dovette fermare per piangere uno dei suoi figli più nobili. Aveva il sangue blu il Sic, perché era un pilota vero, di quelli che non avevano paura a staccare sempre più tardi ed entrare in contatto con la carena dell’altro.

Ci ha lasciato con 14 vittorie, 31 podi e 15 pole nel Motomondiale. Era al suo 2° anno in MotoGP Marco Simoncelli e la HRC aveva messo gli occhi su di lui, lo voleva in squadra. Immaginate i duelli tra il Sic e Marquez, qualcosa di epico, sarebbero state legnate ogni domenica.

Una vita a 300 all’ora

Invece, il destino ce lo ha strappato via troppo presto, quando il suo talento stava finalmente reclamando il successo che meritava. Marco Simoncelli aveva cominciato nel 2002 in 125 con l’Aprilia. Un paio di anni dopo in Spagna, a Jerez era arrivata per lui la prima vittoria. Un 2005 con tanti podi e una vittoria, che lo portarono al 5° posto nella classifica generale, lo lanciò per il salto in 250 con Gilera.

Lì Marco Simoncelli costruì due anni in fotocopia fatti di discreti piazzamenti senza mai mettere a segno un acuto. Il Sic però riuscì nel 2008 a vincere il suo primo titolo mondiale e a riprova della sua intelligenza, rifiutò offerte dalla MotoGP e restò un altro anno in 250 dove chiuse 3° in un mondiale, che sulla scia del precedente, si portò dietro tante polemiche dalla stampa spagnolo per una condotta di gara a dir loro troppo irruenta del 58.

Questa nomea il Sic se la porterà anche in MotoGP con episodi anche poco belli, con alcune frange della stampa che lo attaccheranno in maniera subdola. Marco Simoncelli però diventa lentamente una star. In Italia tutti vedono in lui il nuovo Valentino Rossi. Lui è veloce, divertente, scanzonato e quando esce in TV ha sempre la battuta pronta.

Le chiavi del mondo sono tra le mani di Marco Simoncelli quel maledetto 23 ottobre 2011, quando la sua vita si spezza definitivamente tra le curve di Sepang. Un incidente strano, infame, qualcuno incolpa il pilota, altri ancora puntano il dito contro l’elettronica, ma l’unica certezza è che Marco non c’è più. Eppure oggi il Sic continua a vivere nel sorriso dei ragazzini che ogni giorno come lui indossano un casco per sognare e scusateci tanto se tra le pieghe di questo articolo abbiamo usato il presente, è solo una deformazione di chi sente che il 58 non se ne è mai andato ed è proprio per questo che gli urliamo: “Buon Compleanno Sic”.

Antonio Russo