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Hervé Poncharal (© Getty Images)
Hervé Poncharal (© Getty Images)

L’anno 2018 sarà interessante per la MotoGP non solo in pista ma anche dietro le quinte del paddock. C’è fermento per conoscere il destino di Valentino Rossi e l’eventuale formazione di un team in classe regina che diventerebbe satellite della Yamaha. Una possibilità che sta scuotendo l’ambiente Tech3.

Herve Poncharal esclude un’ipotetica fusione con la nuova realtà VR46. Dal 2022 (se non prima) il Dottore potrebbe diventare manager di un team che avrebbe sicuramente la precedenza in casa Yamaha, considerando la sua fama leggendaria e il legame presente e passato tra Valentino e la casa di Iwata.

“Abbiamo un contratto con Dorna che va dal 2017 al 2021. Nessuno può, in questo periodo, venire in MotoGP, ma deve fare affidamento su una squadra già presente – ha spiegato Herve Poncharal ai francesi di Paddock-GP -. Non voglio che Rossi sia un partner. Forse può comprare Aspar, Avintia, LCR o altri, ma non penso che sia quello che vuole”. Di certo “non voglio Rossi come partner”.

Un concetto ripetuto da settimane e che vuol riconfermare con i dovuti chiarimenti. “Ho sempre avuto un enorme rispetto per quello che Valentino Rossi ha fatto come pilota, e anche come capo squadra attraverso i suoi team in CEV, Moto3 e ora Moto2. Essendo in Yamaha, posso capire l’importanza che il pilota e ora una società come la VR46 può avere per un costruttore e partner. Siamo molto orgogliosi e molto felici di lavorare per la sua stessa fabbrica. L’unica cosa che ho detto è che non c’è motivo per Valentino Rossi di voler associare o condividere la gestione di una squadra con nessuno. Compreso Tech3… Valentino Rossi ha abbastanza peso internamente in Yamaha e ha un peso nei confronti dei suoi partner che lo seguono per non avere il minimo interesse a chiedere, e io sono educato, con la struttura Tech3 e membri di Tech3 . Che interesse avrebbe? No! Non ha bisogno di noi”.