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Angel Nieto
Angel Nieto (©Getty Images)

MotoGP, Angel Nieto: “Marquez vincerà il Mondiale”

Alla vigilia del Gran Premio di Jerez, il circuito spagnolo è stato ribattezzato “Circuito de Jerez Ángel Nieto” in onore di Ángel Nieto, scomparso nel 2017 in seguito ad un incidente stradale. La cerimonia si è svolta alla presenza dei figli di Nieto Gelete, Pablo, con questi ultimi due che hanno poi compiuto un giro d’onore sulla 125cc Garelli e sulla Derbi 80cc.

Angel Nieto jr., alias Gelete, conduce il team Ángel Nieto nella classe Moto3 con i piloti Andrea Migno e Albert Arenas e la squadra MotoGP con Álvaro Bautista e Karel Abraham. La gara di Jerez è stato un mix di emozioni: “Eravamo tristi, ma allo stesso tempo felici di provare tanto amore e di vedere tutto ciò che era stato preparato per il Gran Premio – ha detto a Speedweek.com -. Mio padre ha fatto parte della Coppa del Mondo per molti anni. Ci sarebbe piaciuto averlo con noi, ma è la vita. Ci sono stati momenti bellissimi: la cerimonia per rinominare l’autodromo nella corsia dei box e la scultura di mio padre all’ingresso, che è stata svelata alla presenza di familiari, amici e fan. E’ stato molto bello e anche molto emotivo”.

Gelete esalta Marquez

Angel Nieto jr ha espresso senza riserve il suo punto di vista sul Mondiale MotoGP, un campionato guidato senza se e senza ma dal campione in carica e connazionale Marc Marquez: “Al momento il team Repsol Honda è in vantaggio di due o tre gradini rispetto agli altri. Ciò riguarda soprattutto Marc [Márquez]. Il loro più grande vantaggio al momento è che la moto gira molto bene nelle curve lente. Gli altri driver non lo fanno. Marc e Dani sistemano la moto rapidamente e escono molto bene dalle curve. Inoltre, Marc sembra avere ancora più fiducia quest’anno. Penso che la Honda abbia lavorato bene”.

Ad una moto eccellente e superiore alle altre si abbina un pilota che fa la differenza e che nella scorsa stagione ha saputo colmare il gap tecnico con la sua abilità. “Marc lascia sempre tutti noi con un’incertezza su quello che succederà. Spesso tocca l’asfalto, ma poi può raddrizzare la moto. Questo dimostra che ha la moto molto bene sotto controllo e crede nel suo talento. A Dani, la macchina si muove appena, perché guida molto precisamente ed è molto veloce. Ha bisogno di una moto che gli si addica in modo che possa dare il cento per cento, mentre Marc non ne ha bisogno per sfruttare appieno il potenziale della moto”. Inutile chiedergli chi secondo lui vincerà il titolo iridato 2018. “La Suzuki è migliorata molto. Da Ducati dobbiamo vedere un po’ di più, quindi restano in vetta. C’è ancora molto da fare. Se devo fare una previsione ora, allora dico che Marc vince il Mondiale”.

 

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