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Andrea Iannone
Andrea Iannone (©Getty Images)

Per Andrea Iannone il 2018 deve essere l’anno del rilancio. La passata stagione è stata molto al di sotto delle aspettative e c’è voglia di riscatto. Lui e la Suzuki al secondo campionato MotoGP assieme vogliono decisamente progredire.

Nel 2017 diverse cose non hanno funzionato. Sono state fatte scelte sbagliate nel progetto tecnico e le difficoltà nell’essere competitivi hanno probabilmente scoraggiato pure i piloti. Ma nel finale di stagione ci sono stati passi in avanti evidenti, con Iannone e Alex Rins finalmente in posizioni migliori. Questi miglioramenti hanno dato fiducia in vista del nuovo anno.

MotoGP, Iannone su Suzuki e il campionato

In casa Suzuki ci sono ancora dei problemi di frenata e accelerazione sui quali intervenire. Davanti ci sono ancora due sessioni di test, a Buriram (16-18 febbraio) e a Losail (1-3 marzo). Saranno sei giorni totali da sfruttare al meglio, per essere pronti al via del campionato proprio in Qatar (16-18 marzo).

Andrea Iannone si sente fiducioso per questo 2018: “Abbiamo imparato molto dall’anno scorso. Ora ho più esperienza con la moto e il team ha più esperienza con me. La moto è cambiata un po’, sono sicuro in una buona direzione e mi sento positivo. Sono fiducioso, ma questo è sicuramente anche l’anno più competitivo del campionato. Molti piloti sono molto veloci e le moto – factory e satelliti – sono tutte molto, molto vicine. Tanti piloti hanno una buona opportunità per stare davanti, è un campionato parecchio serrato, ma faremo del nostro meglio di sicuro”.

Il pilota di Vasto pensa che Suzuki stia lavorando nella giusta direzione e vi sia la possibilità per fare un buon campionato. Il livello comunque è alto, sono in tanti a potersela giocare. Magari per il titolo il numero di candidati sarà ristretto, ma la battaglia in zona top 10 sarà più agguerrita che in passato.

Secondo Iannone bisogna aspettare qualche gran premio per farsi un’idea dei valori in pista in MotoGP: “Penso che dopo quattro o cinque gare sarà possibile vedere molto bene il livello. La prima parte della stagione è sempre diversa. Come l’anno scorso, nei test molti piloti erano veloci, ma dopo quattro o cinque gare hai visto la realtà”.

The Maniac sottolinea che il passo sia più importante del giro singolo: “Se partirò per ultimo sulla griglia, ma la pole è solo un decimo più veloce e il mio passo di gara è migliore, sarà possibile vincere la gara. Se partirò in pole, ma il mio ritmo è 2-3 decimi più lento della top ten, non vincerò di sicuro”. Sul ritmo di gara è importante fare un lavoro certosino, soprattutto per valutare bene il consumo delle gomme. E anche in ambito pneumatici la Suzuki più di qualche problema lo ha avuto nel 2017…

 

Matteo Bellan