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Andrea Dovizioso
Andrea Dovizioso (©Getty Images)

Andrea Dovizioso ha fatto una stagione straordinaria, la migliore da quando è in MotoGP. Ha lottato per il titolo mondiale e la matematica dice che può ancora vincerlo. Ovviamente, con 21 punti da recuperare e una sola gara mancante, non è lui il favorito.

Marc Marquez, grazie soprattutto al Gran Premio d’Australia, è riuscito a mettere margine importante tra sé e il rivale. A Phillip Island c’è stato un naufragio Ducati e ciò può essere costato il Mondiale al forlivese. A Valencia l’atto finale di un campionato in cui le emozioni non sono mancate e che premierà il nuovo campione del mondo della classe regina.

MotoGP, Andrea Dovizioso spiega i suoi miglioramenti

Andrea Dovizioso nel 2017 ha fatto grandi miglioramenti rispetto al passato. E’ sempre stato un buon pilota, ma gli mancava qualcosa per poter vincere ed essere costantemente coi primi. A MotoGP.com ha provato a spiegare la propria crescita: «Tutti lavorano sui loro corpi, ma la tua testa ha una grande influenza. Mentalmente puoi lavorare su molte altre aree del tuo corpo. Molti non vogliono investire il tempo per lavorare sulla testa, perché è anche una cosa strana. E non è molto divertente. Ma c’è molto spazio per migliorare lì».

Un cambiamento radicale è avvenuto sul piano mentale da parte del pilota Ducati, che continua così: «Ho scoperto qualcosa di molto interessante. E funziona. Questo è uno dei motivi per cui siamo così competitivi quest’anno. Se fai tutto in un modo positivo, può avere un grande impatto nella vita e nello sport. Si tratta di ciò che pensi prima di affrontare qualcosa. Molti atleti già anticipano le cose cattive o vedono il loro limite. Ma questi pensieri creano solo questi limiti. Sono piccole cose, ma possono avere un grande effetto».

Dovizioso in seguito ha spiegato l’influenza che ha avuto il dottor Claudio Costa, fondatore della Clinica Mobile, sulla sua crescita: «Ha sempre parlato del cavallo bianco e del cavallo nero – razionale e irrazionale. Ero sempre troppo razionale. Mi ha detto che avevo un grande potenziale, perché uso solo il mio lato razionale e non il livello emotivo. Aveva ragione. Ogni volta che vado in pista, cerco di usare il cavallo nero di più ora. Adesso si possono vedere i risultati. In genere non è meglio utilizzare il nero più che quello bianco. Ma a volte ti serve il nero nei momenti importanti. Quest’anno ho pensato alle gare. E ha funzionato».