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Marc Marquez (©Getty Images)

La vittoria mondiale di Marc Marquez assume contorni favolosi se si pensa all’inizio di campionato della Honda. Una sola vittoria nelle prime otto gare, ma la tenacia di chi tiene duro anche nelle situazioni più difficili. Perchè serviva tempo per trovare il giusto feeling con i pneumatici e il nuovo motore big bang.

Il team guidato da Santi Hernandez, coadiuvato dai vertici Yoshishige Nomura, Tetsuhiru Kuwata e Teruaki Matsubara, hanno compiuto un lavoro straordinario bruciando i tempi. HRC ha fatto quadrato intorno al suo campione fornendogli tutto il necessario, il resto l’ha fatto il talento innato di Marc, da dodici anni affiancato dal suo manager Emilio Alzamora. “Ancora una volta è stata una sfida incredibile. Abbiamo iniziato dietro a tutti e siamo diventati campioni. Quella tensione genera ansia e pensi che forse non ci riuscirai”, ha detto in un’intervista e ‘El Periodico’. “Siamo tutti certi che Marc è un dono del cielo, che genera felicità intorno a lui, nelle gare e nei fan. Per tutti noi è un privilegio lavorare per e con Marc”.

Le qualità di Marc

I punti forti di Marquez? Il coraggio di spingersi oltre il limite e di alzare l’asticella di questo limite in ogni gara, la velocità in ingresso e percorrenza di curva. Questi sono i pro delle vittorie, i contro delle cadute. Ma la sua filosofia sembra funzionare: rischiare il venerdì e il sabato per tastare i limiti della sua RC213V rapportata al tal circuito, così da avere una moto vincente in gara. “Impeccabile. Non c’è niente da dire – ha aggiunto Emilio Alzamora -. Ho smesso di dargli consigli. L’ho incontrato quando aveva 12 anni e, anche allora, i suoi pensieri mi sembravano di un adulto di 30 anni. Un prodigio. Non c’è pilota con più talento, nè con più forza mentale. Ed è sempre lo stesso bambino di sempre. Operaio, umile, coccola la sua gente, la sua squadra, condivide il suo amore per le motociclette con i suoi fan, sa come comportarsi da leader e sa come rappresentare il suo marchio. Tutto in Marc è autentico, a cominciare dal suo sorriso”.

Il futuro del campione

Emilio Alzamora descrive Marc Marquez come un ragazzo umile, semplice, un po’ “paesanotto”, che ama vivere al fianco degli amici, dei familiari, della gente di Cervera, dei suoi tifosi. “Honda ha avuto piloti, campioni, sì, con molto ego. Piloti che credevano di essere al di sopra della moto. Marc non ha problemi a riconoscere che, quando ha avuto una moto superiore, ha vinto per questo…  E’ un pilota che insegna e pensa molto alla squadra per cui lavora, perché conosce meglio di chiunque altro quanto sia importante avere dietro di sè un’intera fabbrica”. Il rapporto con HRC sembra destinato a continuare ancora a lungo. “Marc non dimentica mai che Honda gli ha dato l’opportunità di debuttare, vincere, ottenere titoli in MotoGP – ha concluso il suo manager -. Per Marc, la Honda sarà sempre la prima opzione”.

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