NUOVA JEEP GRAND CHEROKEE OVERLAND – Dopo un repentino matrimonio d’interesse, Chrysler e Fiat stanno provando a scambiarsi i rispettivi know-how tecnologici. È ancora presto, però, per vedere sulla nuova Grand Cherokee qualche segno tangibile di italianità, salvo forse il nuovo bel design della plancia. Semmai, si scorgono ancora tracce della precedente avventura con la tedesca Daimler. Sono Mercedes il differenziale, alcuni componenti della trazione, più di un dettaglio costruttivo. Il prezzo è rimasto fermo a 52.352 euro nel ricco e raffinato l’allestimento Overland.

Com’è fatta. L’impronta stilistica resta a tutti gli effetti americana. O, meglio, Jeep. L’aumento del passo, di ben 13 cm, ha conferito maggior slancio e nuova dinamicità al profilo, mascherando bene anche l’aumento delle dimensioni: 7 cm in tutto, che portano la lunghezza complessiva a 4,82 metri. La porta si apre con un tocco sulla maniglia: basta avere in tasca il telecomando, che fa anche da chiave elettronica per l’avviamento. Il sedile è alla giusta altezza per accomodarsi in modo naturale e, una volta preso posto, è facile sistemarsi nel miglior modo. La plancia, classica ma con tanto legno e rivestimenti pregiati, raccoglie nella console centrale i principali comandi e il grande display da 6,5″ del navigatore, che visualizza anche le impostazioni della radio e altre funzioni, comprese le immagini della telecamera posteriore. Completa il quadro il volante, rivestito di pelle e legno (e pure riscaldabile), che ha un piccolo neo: la sezione elevata della corona e quindi, non facilissima da impugnare.

Spazio. L’aumento delle dimensioni esterne si è certamente tradotto in un incremento della disponibilità di spazio. Dietro si ha più agio per le gambe rispetto alla generazione precedente, mentre la larghezza complessiva del divano rimane immutata. A trarre il maggior beneficio è comunque il bagagliaio, passato a quasi 500 litri. Il vano si può ulteriormente allargare, abbattendo lo schienale posteriore e, con una semplice manovra, si rende disponibile un’ampia superficie perfettamente piana. L’accesso è facilitato dall’apertura automatica del portellone che avviene sfiorando la maniglia o azionando il telecomando, attraverso cui si può sbloccare anche il lunotto, apribile separatamente.

Su strada La Grand Cherokee è diventata anche più piacevole da guidare. Non ha le stesse agilità e brillantezza delle concorrenti europee e giapponesi con maggior vocazione stradale, ma il compromesso raggiunto è molto buono, soprattutto se si considera che ha mantenuto intatta la vocazione offroad. Soffre ancora un po’ la taratura soft delle sospensioni, poco adatta a favorire la pronta risposta dello sterzo sui percorsi guidati e l’automatico, a sole cinque marce, mal sopporta l’abbinamento al nuovo motore Pentastar. Il V6 è brillante, ma gira molto in alto e a ciò si deve aggiungere la congenita lentezza nella selezione delle marce, combinata col sensibile effetto di scorrimento del convertitore. Ecco perché la Suv americana va molto meglio in autostrada, dove emergono in particolare silenziosità e souplesse di marcia del 3.6 litri americano.

In fuoristrada. Nessun complesso, invece, quando si passa dall’asfalto alla terra. La Grand Cherokee rafforza la sua storica vocazione fuoristradistica, affiancando ai due raffinati sistemi di trazione integrale Quadra-Trac II (presente sul nostro esemplare) e Quadra-Drive II l’innovativo dispositivo Selec-Terrain: un perfetto assistente esperto alla guida off-road. Basta selezionare il tipo di fondo (fango, neve, roccia o asfalto) e l’elettronica si preoccupa di assicurare la massima motricità, consentendo di cavarsela bene anche a chi non vanta una specifica esperienza. Sulle versioni dotate delle sospensioni pneumatiche Quadra-Lift, l’altezza minima da terra raggiunge i 27 cm e i disimpegni sono ancora più agevoli.

Prestazioni. Oltre 210 km/h di punta massima, zero-cento sotto i dieci secondi, 70-120 in poco più di otto. Numeri più che dignitosi, soprattutto se consideriamo la rilevante massa in gioco (quasi 2.400 kg in condizioni di prova) e la già segnalata pigrizia del cambio. Di norma, vanno messi in conto non più di 6-7 km/l, ancora meno in fuoristrada e se si adotta una guida brillante. Il pieno dura abbastanza, ma che salasso al distributore con un serbatoio da 94 litri! L’alternativa, un po’ più parsimoniosa, è la versione turbodiesel, prevista entro l’anno. Per quanto riguarda il confort, se dentro la Grand Cherokee si stava bene prima, ora si sta anche meglio. Sedili comodi e accoglienti e buone sospensioni, capaci di assorbire qualsiasi tipo di sconnessione, coccolano i passeggeri. Senza dimenticare che è molto silenziosa, a velocità costante come in accelerazione.

Fonte: Quattroruote.it

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