Lotus (©Getty Images)

Nel mese di maggio il produttore cinese Geely ha annunciato che sta lavorando ad uno storico accordo con il produttore automobilistico malese Proton, proprietario del marchio britannico Lotus. Entro la fine di settembre dovrebbe finalizzarsi la transazione da 51 milioni di sterline e Geely acquisirà il 51% delle azioni Lotus.

Lotus potrebbe trovare linfa vitale da questo ingresso in società dato che il gruppo cinese applica un principio rivoluzionario di controllo dei suoi marchi. Quando ha acquistato Volvo nel 2010, Geely ha fornito gli investimenti necessari al marchio svedese, confermando le squadre di ingegneria e progettazione che hanno continuato a fare quello che fanno meglio. Lo stesso approccio potrebbe essere utilizzato per Lotus.

D’altra parte, il marchio britannico potrebbe fornire tecnologie e concezioni di ingegneria che sono cruciali per il futuro dei marchi di Geely, come i telai leggeri, il design e le motorizzazioni elettriche. Lotus ha attualmente una attività di consulenza che aiuta i maggiori produttori a ridurre il peso, accordare sospensioni e migliorare l’aerodinamica. Punti forti che contraddistinguono l’azienda di Hethel.

Elettrico e SUV, ma occhio alla Brexit

Il prossimo passo potrebbe esserci l’introduzione di un’auto elettrica. Lotus non è estraneo alle tecnologie EV, in quanto gli ingegneri dell’azienda hanno aiutato Tesla a costruire e produrre il Roadster nel 2008. “In due o tre anni, le auto delle batterie saranno molto più performanti di quelle attuali perché la tecnologia fa passi avanti”, ha commentato il CEO di Lotus Jean-Marc Gales a Bloomberg. “Potrebbe essere una cosa veramente buona per essere i primi a fare una macchina elettrica che pesa meno di due tonnellate”.

Ma prima di tutto questo, Lotus dovrà affrontare la Brexit. Con il finanziamento di Geely, il marchio dovrà espandere la propria gamma di mercato al di fuori dell’Unione Europea, dove attualmente va la metà della sua produzione. “Certamente, speriamo in un atterraggio morbido”, ha aggiunto Gales. Fatto sta che negli ultimi anni Lotus ha sofferto non poco la concorrenza nel mercato.

Nel 2012 vendeva solo 11 esemplari al mese, ma negli ultimi tre anni ha venduto quasi 30 auto al mese nel suo mercato interno. I ricavi sono aumentati, grazie ad una combinazione di tagli di costo e vendite di modelli a prezzo più limitati. Adesso Lotus sta per essere salvato dallo stesso miliardario cinese che ha acquistato Volvo Cars, giusto in tempo per aiutarlo a manovrare la sfida del trading dopo la Brexit. “Questo è fantastico, la cosa migliore che potesse succederci”, ha ammesso Gales, che è entrato a far parte di Lotus nel 2014.

Con l’ingresso di Geely la Volvo ha rialzato la testa stabilendo un record di vendite nel 2016 e recentemente ha persino annunciato la realizzazione di una gamma elettrica o ibrida. Nei prossimi due anni tutte le nuove auto verranno dotate di un motore elettrico, l’obiettivo più prestigioso di un’industria automobilistica. L’entrata in Lotus, marchio all’avanguardia nell’elettrico, potrebbe essere di grande aiuto per una doppia causa. Dulcis in fundo: Gales ha accennato che con il finanziamento di Geely, Lotus potrebbe anche produrre un SUV, così da puntare a uno dei segmenti di mercato più inseguiti da ogni costruttore. L’Alfa Romeo Stelvio docet.

Luigi Ciamburro

(©Getty Images)

 

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