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Bollo auto (Websource)

Le tasse si devono pagare, ma troppo spesso i cittadini si ritrovano risucchiati nel turbinio di una burocrazia troppo complessa. L’errore è quindi sempre dietro l’angolo. Una delle tasse più famose per gli automobilisti è il bollo auto, un appuntamento annuale, che purtroppo trova ancora impreparati tanti cittadini.

Il bollo auto, o meglio, la tassa di possesso si applicata a tutte le vetture o moto. L’importo, in forma forfettaria fino ai 125 cc di cilindrata, varia a seconda della potenza, della classe ambientale del mezzo e anche dalla regione di residenza. Il tagliando che ne attesta il pagamento, non deve più essere esposto sul parabrezza, come avveniva prima del 1999. Va pagato una volta l’anno, entro la fine del mese successivo alla sua scadenza. Il primo bollo auto va invece pagato entro la fine del mese in cui il veicolo è stato immatricolato, ma se lo stesso è stato acquistato negli ultimi 10 giorni del mese, la scadenza slitterà al mese successivo.

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L’esatto importo può essere controllato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Inserendo categoria e targa del mezzo ci verrà automaticamente fornita la cifra che dovremo corrispondere all’ente preposto.  Il pagamento  della tassa potrà essere effettuato in un’agenzia ACI, in un ufficio postale, in tabaccheria, in alcune regioni tramite il servizio BolloNET, direttamente sul sito dell’ACI. In alcuni di quesi casi sono previste delle piccole commissioni.

L’importo del bollo auto è naturalmente più basso per i veicoli poco inquinanti e di bassa potenza. Per quei mezzi, invece, che raggiungono livelli elevati di potenza o di inquinamento vi è da pagare un addizionale erariale, comunemente nota come super-bollo che, con l’entrata in vigore del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011 è pari a 20 euro/KW superata la soglia dei 185 KW. L’importo del super-bollo con gli anni si riduce al 60% (5 anni), 30% (10 anni) e 15% (15 anni), mentre dopo 20 anni non viene preso più in considerazione.

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Le sanzioni

Il mancato pagamento del bollo auto e la conseguente negligenza nel saldare il conto, dopo aver ricevuto la multa dalla Regione, può anche portare dal fermo amministrativo fino alla cancellazione dal Pra del veicolo nel caso in cui tale dimenticanza superi i tre anni consecutivi. Grazie al nuovo ravvedimento operoso le sanzioni sono cambiate e possiamo così riassumerle:

  • entro i primi 14 giorni 0,1% della tassa moltiplicata per i giorni di ritardo.
  • dal 15mo giorno ed entro il 30mo, la multa sarà parì ad 1/10 della tassa non pagata.

La percentuale cresce poi dal 1,67% tra il trentesimo ed il novantesimo giorno fino al 3,75% se la sanzione è saldata entro un anno. Trascorsi i 365 giorni non ci si potrà più avvalere del citato ravvedimento operoso e la sanzione sarà quindi pari al 30% della tassa non pagata  gravata dello 0,5% semestrale di interessi. Se non si provvede al pagamento dell’avviso, si riceverà una cartella esattoriale cui seguirà tutto l’iter previsto in caso di omissione di pagamento dello stesso, fermo amministrativo, blocco del conto, pignoramento ecc.

controllo documenti
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Attenzione però, perché esiste un termine di prescrizione valido su tutto il territorio italiano. Le Regioni devono recapitare, all’evasore, l’avviso di pagamento entro 3 anni che decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa era dovuta. Trascorsi questi termini l’omesso pagamento cadrà in prescrizione ed il bollo non sarà più dovuto.

Non tutti devono pagare

Non tutti i veicoli devono però pagare il famigerato bollo auto. Sono esentati da tale spesa tutti i possessori di quei mezzi di interesse storico certificati ed iscritti in uno dei registri dell’A.S.I. che abbiano superato almeno il 20° anno dalla data di immatricolazione. Esenzione automatica per tutte le vetture che, a prescindere dal loro valore storico, abbiano superato il 30° anno di vita. Nel caso il veicolo sia ancora marciante, sarà dovuto un pagamento forfettario definito mini-bollo di circa 30 Euro che può variare da regione a regione.

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Niente bollo auto anche per i disabili che rientrano nella legge 104 del 1992 a patto che i veicoli loro intestati non superino i 2000 cc per le motorizzazioni a benzina ed i 2800 cc per quelle Diesel. Sono esentati anche i soggetti con un disabile fiscalmente a carico, a patto che quest’ultimo non superi un reddito annuo di 2840,51 euro. Sono esenti anche quei mezzi intestati alle Onlus o le ambulanze o ancora tutti i veicoli utilizzati per il trasporto di organi o di persone in determinate condizioni.

Auto disabile
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Ultimamente anche le auto ecologiche hanno ricevuto degli importanti bonus in materia di bollo auto. Le vetture elettriche sono, ad esempio, esentate dal pagamento della tassa di possesso per i primi 5 anni dalla loro immatricolazione, ridotti a 3, per quelle ibride. Le auto a Gpl o Metano pagano solo 1/4 del bollo.

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Antonio Russo

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