Sebastian Vettel (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel (Foto Ferrari)

F1 | Vettel, quanto mi costi… Alla Ferrari conviene davvero? Facciamo i conti

Anche se l’attuale classifica del Mondiale di F1 2019 non arride a Sebastian Vettel (come del resto nemmeno quelle degli anni passati), c’è un’altra, speciale graduatoria dove il quattro volte iridato si rivela inaspettato dominatore. Si tratta dell’analisi dei premi in denaro fruttati alle scuderie per le quali ha corso, stilata dalla rivista economica Forbes. Ogni team, infatti, riceve a fine anno dagli organizzatori una quota degli incassi dai diritti sportivi, che in parte dipende dai risultati dell’anno precedente, in parte da alcuni bonus (per esempio, la Ferrari è privilegiata in quanto unica squadra presente in Formula 1 fin dal debutto del campionato del mondo).

Ecco, mettendo in fila i premi in denaro fatti guadagnare dai singoli piloti alle formazioni con cui hanno gareggiato (in percentuale rispetto ai propri compagni di squadra), proprio Vettel ne esce vincitore. Tra Toro Rosso, Red Bull e Ferrari ha fatto incassare ben 511,9 milioni di dollari ai propri datori di lavoro, contro i 449,6 milioni di Lewis Hamilton. A prima vista, sembrerebbe un punto a favore del quattro volte iridato, che in queste ultime settimane è finito nel mirino della critica per aver perso il confronto con il suo più giovane vicino di box Charles Leclerc. Ma c’è un altro elemento che va tenuto in considerazione: Vettel porta guadagni ingenti nelle casse di Maranello, ma quanto costa?

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Vettel costa tanto, ma vince poco

Se ci si limita solo agli ultimi cinque anni passati in rosso, i premi in denaro guadagnati da Seb sono stati di 49,7 milioni di dollari, ma il suo ingaggio principesco avrebbe fatto spendere al Cavallino rampante circa 180 milioni nello stesso periodo. Insomma, non si può certo dire che il bilancio economico sia favorevole per la Ferrari. Come, del resto, non lo era stato nemmeno nel caso del suo predecessore Fernando Alonso, che non compare nella speciale classifica di Forbes in quanto non più pilota di F1 in attività, ma nell’arco delle cinque stagioni trascorse nel team italiano non era costato molto di meno del teutonico: i suoi stipendi si aggiravano intorno ai 130 milioni.

In altre parole, la colpa non sembra essere solo dei piloti, quanto piuttosto della strategia gestionale della Ferrari. Che spende una percentuale molto elevata del proprio budget (circa il 10% dei 450 milioni di euro spesi ogni anno) per assicurarsi dei portacolori blasonati, salvo però non riuscire a dare loro in mano delle monoposto realmente competitive. Forse i vertici di Maranello dovrebbero iniziare a mettere in dubbio questa logica: d’altra parte un esempio estremamente vantaggioso, sotto questo aspetto, ce l’hanno già in casa. Il nuovo arrivato Leclerc ha assicurato finora un rendimento simile (alcuni direbbero addirittura migliore) a quello di Vettel, ma portando a casa un ingaggio di appena 1,5 milioni all’anno contro i 45 del suo capitano. Non conviene forse puntare su pilotini emergenti, talentuosi ed affamati come lui?

Fabrizio Corgnati

Google ha selezionato TuttomotoriWeb.com tra i siti accreditati per il servizio News. Seguici su Google News per restare aggiornato su tutte le notizie dal mondo dei motori