La Ferrari di Charles Leclerc nei test F1 di Barcellona 2019
La Ferrari di Charles Leclerc nei test F1 di Barcellona 2019 (Foto Ferrari)

F1 | “Perché abbiamo denunciato la Ferrari”: a TMW parla il Codacons

Ha fatto molto rumore, nei giorni scorsi, l’iniziativa del Codacons contro la Ferrari. L’associazione dei consumatori ha infatti presentato un esposto all’Antitrust denunciando la sponsorizzazione del marchio Mission Winnow, legato alla Philip Morris e dunque sospettato di pubblicizzare indirettamente la multinazionale del tabacco, pratica proibita dalla legge italiana. Come andrà a finire questa azione lo deciderà l’Authority, ma il Codacons promette battaglia contro quella che definisce senza mezzi termini una “vergogna”. TuttoMotoriWeb ha chiesto conto al presidente Marco Ramadori.

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Avvocato Marco Ramadori, presidente del Codacons, perché la sua associazione se la prende con la Ferrari?
Perché è finanziata da una multinazionale del tabacco, quando c’è una legge, la 52 del 1983, che vieta le sponsorizzazioni da parte dei produttori di sigarette. È una vergogna. Tanto più che questi messaggi non sono diretti agli adulti, che non si mettono certo a fumare perché vedono la Ferrari, ma ai minori. Ogni anno, in Italia, 50 mila persone muoiono di tabacco, secondo i dati del ministero della salute: per questo le multinazionali hanno il problema di trovare nuovi fumatori, specialmente tra i ragazzi. Così adesso la Philip Morris si è inventata questo nuovo marchio: Mission Winnow.

Che però rappresenta un’iniziativa a favore della ricerca e dell’innovazione tecnologica, non un marchio di sigarette.
Non è questo l’importante, perché è comunque un modo per far parlare della Philip Morris. E lei, se pensa alla Philip Morris, a cosa pensa?

Alla Marlboro.
Non può pensare ad altro. E infatti la Cassazione ha ribadito più volte che quello che conta non è la diretta indicazione delle sigarette, perché nessuno è così banale da fare questo, bensì l’effetto evocativo. Si crea l’associazione tra un marchio come la Ferrari, che è un mito in tutto il mondo, e un produttore del tabacco.

La legge proibisce anche queste pubblicità indirette?
Esatto, proibisce qualsiasi accostamento con prodotti da fumo. Un caso simile era quello dell’abbigliamento con il marchio Camel, che oggi non si può più vendere: perché, quando uno vedeva quel logo non pensava al vestito, ma alle sigarette.

Per questo voi avete presentato un esposto all’Antitrust?
Sì, chiedendo di valutare questa condotta ed eventualmente di sanzionarla. Noi agiamo per la salute pubblica. Anche in Australia, un paese in prima linea per la lotta contro il fumo, è stata aperta un’inchiesta simile.

Però non vi fermate alla richiesta della sanzione pecuniaria, ma siete pronti a chiedere il sequestro delle monoposto.
Certo. A quel punto sarebbe uno strumento con cui si commette un illecito.

Insomma, la Ferrari non potrebbe più correre?
Basterebbe che cancellasse questo marchio, non ci vuole tanto…

Fabrizio Corgnati

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