La Ferrari davanti alla Mercedes (Foto Pirelli)
La Ferrari davanti alla Mercedes (Foto Pirelli)

F1 | I pronostici di Liuzzi a TMW: “Chi vince il Mondiale F1? Punto su…”

Una Ferrari finalmente più competitiva della Mercedes, l’eterna sfida tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton e anche il ritorno sulla griglia di partenza di un pilota italiano, Antonio Giovinazzi. Gli spunti d’interesse alla vigilia dell’inizio del Mondiale di Formula 1 2019, in programma questo weekend con il Gran Premio d’Australia, non mancano di certo. E noi di TuttoMotoriWeb.com abbiamo deciso di approfondirli, raccogliendo il parere dell’ultimo portacolori nostrano in attività nel circus (prima di quest’anno), Tonio Liuzzi.

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Tonio Liuzzi, sta per cominciare il Mondiale di Formula 1 2019. Prima di ogni stagione diciamo che la Ferrari è migliorata e che questo è l’anno buono. Ma stavolta anche la Mercedes ha ammesso che i rivali sono più forti. Tu ci credi?
La Mercedes si espone sempre in questo modo, e sono convinto che nei test pre-campionato si sia nascosta molto. Ma sicuramente la Ferrari parte da una base molto solida, quella del 2018, in cui aveva già la migliore macchina, anche se purtroppo non è riuscita a conquistare il titolo. Quest’anno, ancora una volta, hanno costruito una vettura molto competitiva, quindi mi aspetto un’altra lotta simile a quella della passata stagione, un testa a testa tra Ferrari e Mercedes. Con la Rossa destinata a iniziare meglio e la Freccia d’argento che recupererà intorno a metà campionato: il copione è simile.

La Ferrari ha due soli punti deboli che però rischiano di risultare decisivi. Il primo è l’affidabilità, che ha dato qualche problema specialmente nella seconda settimana di test.
Quest’anno secondo me tutti hanno estremizzato, specialmente sul fronte motoristico. Qualche colpo di scena, secondo me, ci potrebbe essere. Ma penso che alla fine dei conti le prove che si fanno a inizio campionato sono molto relative: bisognerà vedere le prime cinque o sei gare per capire se una macchina è affidabile o meno. Non penso che né Ferrari e né Mercedes, con tutti i loro controlli e sviluppi tecnologici, avranno difficoltà ad ottimizzare questi problemini.

Il secondo tallone d’Achille è la fragilità psicologica evidenziata l’anno scorso da Vettel.
A inizio campionato lui non sente pressione, e quindi è il solito Vettel molto costante e competitivo, ma dopo qualche gara potrebbero arrivare i problemi. L’anno scorso, a mio avviso, quando ha capito che poteva veramente vincere ha iniziato a commettere moltissimi errori. Purtroppo la fragilità espressa nel 2018 è stata altissima.

E in più quest’anno al suo fianco ha anche un compagno di squadra giovane e arrembante come Charles Leclerc.
Leclerc ha ancora margine di crescita, e questo è indubbio, ma la cosa più importante è che ha già dimostrato grandi doti velocistiche. Una Ferrari, a livello mentale, è molto diversa da guidare rispetto a qualsiasi altra macchina, proprio per via della pressione mediatica fortissima che porta con sé il team più storico del mondo. Bisognerà capire come reagisce un giovane pilota come lui.

Quest’anno torna finalmente sulla griglia anche un pilota italiano, Antonio Giovinazzi. Che consiglio ti senti di dargli?
Ci siamo visti il giorno prima che partisse per l’Australia e gli ho detto soltanto di godersi questa esperienza al meglio. E di cercare di carpire tutti i segreti di Raikkonen, perché ha la fortuna di trovarsi al fianco un campione del mondo, molto veloce e per niente politico, che fa la sua strada. Per Antonio è una grandissima chance: se dovesse dimostrare di andare più forte di Kimi, allora il suo futuro cambierebbe.

Sono passati otto anni da quando tu e Jarno Trulli portavate alta la bandiera tricolore. Perché abbiamo dovuto aspettare così tanto?
Non perché mancassero i talenti, ma perché noi piloti italiani siamo vittime della crisi economica. Ci siamo sempre dovuti fare da soli, senza sostegni né economici né politici da parte della Federazione: questo, purtroppo, non aiuta. Antonio si è trovato al posto giusto nel momento giusto, perché Marchionne stava cambiando la mentalità rispetto ai piloti italiani: ne voleva uno in Ferrari e ci stava riuscendo. Poi, purtroppo, è venuta a mancare questa grandissima persona, che stava facendo e avrebbe fatto ancora molto bene al marchio di Maranello.

Facciamo un gioco: se dovessi puntare un euro sul vincitore del campionato del mondo di F1 2019, su chi scommetteresti?
Io punterei ancora su Hamilton.

Non vuoi azzardare, insomma…
Purtroppo non sono ancora convinto della Ferrari, che negli ultimi cinque anni ha sempre avuto uno sviluppo povero nella seconda metà di campionato rispetto alla Mercedes. La Red Bull non la vedo ancora pronta a tornare in auge con i motori Honda. Quindi se Hamilton sarà lo stesso dell’anno scorso, ovvero se non commetterà nessun errore nell’arco di tutto il campionato, sarà veramente difficile per gli altri surclassarlo.

Fabrizio Corgnati

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