Sebastian Vettel abbraccia la squadra Ferrari (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel abbraccia la squadra Ferrari (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari, la chance è imperdibile: perché Baku è la pista perfetta per vincere

In molti, approfittando dello scenario del Mar Caspio che fa da palcoscenico per il circuito cittadino di Baku, parlano già di ultima spiaggia. Un’espressione fin troppo banale e abusata, pronunciata con troppa facilità e forse finanche prematura, ma che comunque rende bene l’atmosfera che si respira in questi giorni in casa Ferrari. A Maranello c’è la consapevolezza che interrompere la striscia di tre doppiette consecutive della Mercedes in questo inizio di stagione è un imperativo categorico, se non si vuole vedere i propri rivali involarsi già verso una preoccupante fuga. E c’è anche la convinzione che il Gran Premio dell’Azerbaigian rappresenterà un’occasione d’oro, probabilmente irripetibile, per centrare questo obiettivo.

Beninteso, nelle appena tre edizioni disputate finora, la gara azera non ha riservato particolari soddisfazioni alla Ferrari. Il miglior risultato, a tutt’oggi, rimane quel secondo posto di Sebastian Vettel al debutto nel 2016. Poi il campione tedesco incappò nella famigerata ruotata a Lewis Hamilton l’anno successivo e nell’intempestivo ingresso della safety car nella passata stagione, che lo privarono di due vittorie potenzialmente facili. Eppure, nonostante l’albo d’oro sfavorevole, ci sono delle ottime ragioni per credere che stavolta la storia potrebbe essere diversa. Per capire il motivo bisogna osservare la configurazione del tracciato.

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Baku circuito amico della Ferrari

A Baku mancano quasi del tutto le curve veloci, da percorrenza, quelle che hanno mandato in crisi la Ferrari SF90 nella precedente tappa di Shanghai. Ci sono molte più secche frenate e brusche ripartenze, in cui l’ultima nata delle Rosse ha dimostrato a trovarsi molto più a suo agio. Ma, soprattutto, c’è un rettilineo di partenza infinito, il più lungo di tutto il Mondiale di Formula 1, con i suoi 2,2 km. Sommandolo agli altri tratti del circuito che vanno percorsi in pieno, si raggiunge una percentuale di oltre il 70% del giro in cui la farfalla dell’acceleratore rimane completamente aperta. Segno che, nonostante gli ingegneri debbano considerare anche il compromesso aerodinamico necessario per affrontare i settori più lenti, in realtà l’elemento premiante sul fronte tecnico nel Gran Premio dell’Azerbaigian è la velocità di punta, e di conseguenza la potenza del motore.

Ovvero, proprio il punto di forza principale della SF90, quello sul quale la Ferrari ha già chiarito di poter fare la differenza nei confronti della Mercedes. I limiti emersi finora sotto l’aspetto aerodinamico, invece, dovrebbero essere attutiti dalle stesse peculiarità della pista, oltre a ridursi eventualmente per effetto dei primi aggiornamenti annunciati alla vigilia dal team principal e direttore tecnico Mattia Binotto. È chiaro che, così stando le cose, in questo weekend di gara il Cavallino rampante non avrà più scuse. O sfrutterà questa chance impagabile per iniziare subito a vincere, oppure non potrà davvero più affidarsi semplicemente alla speranza e ai proclami per il futuro.

Fabrizio Corgnati

Il circuito di Baku che ospita il Gran Premio dell'Azerbaigian (Foto Tilke)
Il circuito di Baku che ospita il Gran Premio dell’Azerbaigian (Foto Tilke)
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