Sebastian Vettel nel box Ferrari nel GP del Canada di F1 2019 (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel nel box Ferrari nel GP del Canada di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Retromarcia Ferrari: non presenterà appello contro la penalità a Vettel

La Ferrari fa retromarcia: il ricorso contro la penalità che è costata la vittoria a Sebastian Vettel nel Gran Premio del Canada di F1 2019 non ci sarà. L’imbarazzante dietrofront si sarebbe concretizzato attraverso una lettera formale scritta da Mattia Binotto alla Federazione internazionale dell’automobile. All’interno della missiva, il team principal del Cavallino rampante informerebbe i federali che la Scuderia non sporgerà ufficialmente appello entro la scadenza ultima fissata per questa sera (giovedì 13 giugno). Nonostante in precedenza avesse manifestato la sua intenzione di procedere in tal senso, sia a caldo domenica sera in Canada che in seguito attraverso una serie di comunicati.

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Il motivo di questa clamorosa svolta, di cui parlano sia la testata inglese Daily Mail che la tedesca Motorsport Magazin, sarebbe da ricercare nelle nuove prove video che sono emerse nei giorni successivi. Queste ulteriori immagini, infatti, mostrano un secondo movimento dello sterzo eseguito da Vettel per bloccare il tentativo di sorpasso di Hamilton, dopo aver già ripreso il controllo della sua Ferrari SF90 tornata in pista con le gomme ancora sporche di terra ed erba per il taglio della chicane. Questa ricostruzione contraddirebbe, insomma, la versione esposta sia da Vettel che dallo stesso Binotto, secondo cui il pilota tedesco “non poteva fare altro”, non avrebbe avuto nessun’altra traiettoria da poter percorrere se non quella di tagliare la strada ad Hamilton.

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In ogni caso, un eventuale ricorso da parte della Ferrari avrebbe avuto comunque scarsissime possibilità di successo. Nello stesso regolamento sportivo della Formula 1 si legge infatti esplicitamente che le penalità di tempo, come i cinque secondi inflitti domenica al campione tedesco, sono inappellabili. Per questo molti osservatori avevano intravisto nella mossa di Maranello, semmai, un tentativo politico di aprire il caso sulla scarsa uniformità di giudizio dimostrata dal collegio dei commissari, che in effetti varia di gara in gara. Le precedenti sentenze su episodi simili a questo, infatti, hanno avuto esiti molto diversi tra di loro: da quello di Hamilton a Montecarlo 2016 che non fu penalizzato, a quello di Verstappen a Suzuka 2018 a cui invece furono comminati cinque secondi.

Fabrizio Corgnati

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