La Ferrari di Charles Leclerc in pista nel GP di Montecarlo di F1 2019 (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc in pista nel GP di Montecarlo di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Allarme Ferrari: anche la macchina 2020 potrebbe avere grossi problemi

La Ferrari non si arrende. Nonostante l’inizio disastroso della stagione di F1 2019 e i quasi cento punti di distacco dalla Mercedes già accumulati in classifica costruttori, la Scuderia continua ostinata a inseguire quel titolo mondiale che pure ormai sembra avviato, ancora una volta, sulla via per Stoccarda. La scorsa settimana, infatti, i vertici più alti di Maranello hanno approvato lo sviluppo di una macchina completamente nuova, che dovrebbe essere pronta per la seconda metà della stagione. Dell’attuale SF90 manterrà il radicale e controverso design dell’alettone anteriore, ma dovrebbe risolvere i difetti congeniti di efficienza aerodinamica e di geometria delle sospensioni che hanno impedito alla vettura di essere competitiva fin dall’esordio stagionale.

Ma se la Ferrari ha deciso di intraprendere una strada così impegnativa e dispendiosa come quella di rifare una macchina praticamente da zero non è solo per intestardirsi su una corsa iridata che ormai appare già persa. C’è anche un secondo fine: quello di accumulare dati utili nell’ottica della monoposto dell’anno prossimo. E di evitare che anche il modello a venire sia caratterizzato dagli stessi problemi tecnici di quello attuale. “Il progetto 2020 è iniziato da molti mesi, lo sviluppo per il prossimo anno è già in corso”, ha confermato ieri in conferenza stampa il team principal Mattia Binotto. “Di solito, in estate, il progetto normalmente è già ben avviato. E penso anche che, se esistono problemi da risolvere in vista della stagione a venire, dovremo farlo molto presto. Stiamo lavorando in parallelo con il progetto di quest’anno, perché dobbiamo migliorare e abbiamo molto da imparare. Qualsiasi miglioramento che apporteremo alla macchina attuale ci aiuterà anche per la prossima”.

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L’onda lunga dei problemi tecnici Ferrari

Insomma, se non si arriva al nocciolo dei guai di questa SF90, e anche in fretta, il rischio è di portarsi dietro la zavorra degli inconvenienti anche nel 2020. Per questo l’imperativo per il reparto ingegneristico della Ferrari è quello di non fermarsi sul più bello: “L’obiettivo è sempre lo stesso: guardare gara per gara, cercare di ottimizzare la vettura e di svilupparla per dimostrare che non ci mancano né il potenziale, né la comprensione dei suoi concetti tecnici”, prosegue Binotto. “Dobbiamo mostrare che ci miglioriamo costantemente, come squadra”. Il team principal e direttore tecnico, fedele al suo ruolo, continua a predicare fiducia alla squadra: “Migliorare l’intera macchina e il suo concetto richiede del tempo, senza dubbio. Per definire una nuova aerodinamica ci possono volere delle settimane. Ma nel frattempo dobbiamo ottimizzare il pacchetto attuale e abbiamo ancora del margine per riuscirci. Se guardate le cinque gare che abbiamo disputato dall’inizio della stagione, ce ne sono state alcune in cui siamo stati forti. Per cui penso che ci siano dei circuiti dove possiamo comportarci bene anche con l’attuale pacchetto”.

È già tempo di guardare al futuro

Tra gli addetti ai lavori, però, c’è anche chi non sembra altrettanto convinto del margine di miglioramento della Ferrari SF90, e consiglia alla Rossa di concentrare già tutti i suoi sforzi sulla macchina del 2020. “Purtroppo la situazione sembra complicata per loro”, analizza l’ex pilota Mark Webber ai microfoni di Sky Italia, “perché la Mercedes sembra avere trovato un’ottima soluzione aerodinamica, che rende la loro macchina veloce su tutti i tipi di pista. Sono andati forte in Australia, in Bahrein anche se quella gara avrebbe dovuto vincerla Charles Leclerc, e in generale si sono dimostrati versatili ovunque. Se questa stagione proseguirà come negli scorsi tre mesi, allora la Ferrari farà meglio a concentrarsi sulla macchina del prossimo anno. Se arriveranno in Canada già con un distacco così ampio, saranno in guai grossi”. Guai che rischiano di ripercuotersi anche nel futuro a lungo termine.

Fabrizio Corgnati

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