Il team Alfa Romeo: Antonio Giovinazzi, il team principal Frederic Vasseur e Kimi Raikkonen (Foto Alfa Romeo)
Il team Alfa Romeo: Antonio Giovinazzi, il team principal Frederic Vasseur e Kimi Raikkonen (Foto Alfa Romeo)

F1 | Alfa Romeo: dove può arrivare (davvero) la sorella minore della Ferrari

Da quando la Sauber non è più Sauber ma Alfa Romeo, oltre al vecchio nome sembra essersi messa alle spalle anche il periodo più nero della propria storia. Nel biennio 2016-2017 la cenerentola svizzera non sembrava più capace di scrollarsi dall’ultima posizione della classifica: nell’arco di due intere stagioni ha addirittura conquistato la zona punti per tre sole volte. L’anno passato, invece, l’inversione di tendenza è stata netta ed evidente: sedici arrivi a punti e l’ottavo posto nella graduatoria costruttori. Merito del suo baby fenomeno Charles Leclerc, ma anche di una notevole crescita dal punto di vista tecnico, agevolata non poco dall’appoggio diretto della Ferrari (a metà campionato è stato sostituito il direttore tecnico Jorg Zander con Simone Resta, già capo progettista a Maranello).

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Piloti Alfa Romeo: coppia nuova ma affiatata

Ma questo è stato solo l’inizio. In questo nuovo Mondiale di Formula 1 che si appresta a cominciare, la Alfa Romeo Racing (come è denominata oggi, eliminando del tutto il riferimento alla vecchia proprietà elvetica) ambisce a fare ancora di più. Il giovane Leclerc è stato promosso alla Ferrari, ma al suo posto è arrivato un pilota non inferiore a livello di talento, sebbene di età decisamente più avanzata: Kimi Raikkonen. A 39 anni suonati, nel 2018 Iceman ha dimostrato di essere ancora capace di vincere Gran Premi con la Rossa e, anche se difficilmente la Alfa Romeo gli concederà questa chance, vederlo di tanto in tanto salire sul podio non è certo una speranza così vana. Alla sua esperienza si unisce una rinnovata serenità, all’interno di un ambiente che ha subito definito meno politico e più rilassato di quello a cui era abituato al Cavallino rampante. Al suo fianco, pronto a imparare da lui, c’è il nostro Antonio Giovinazzi. Veloce è veloce, e anche se nel 2017, quando debuttò in fretta e furia con la Sauber come supplente nelle prime gare dell’anno commise qualche errore di troppo, ora che il sedile da titolare è suo a tempo pieno, nei test si è dimostrato decisamente più a suo agio.

Monoposto Alfa Romeo: innovativa e concreta

Ad una delle coppie di piloti meglio assortite dell’intera F1 si unisce poi un altro punto di forza: una macchina solida e affidabile, come da tradizione svizzera, ma non priva di qualche colpo di genio, come l’alettone anteriore più originale di tutta la griglia di partenza. Un posto stabile a metà classifica, la Alfa Romeo ha già dimostrato di meritarselo: ora, semmai, il dubbio è se riuscirà davvero a crescere in maniera costante e regolare. La scarsità di risorse da destinare allo sviluppo nel corso della stagione, infatti, era il principale tallone d’Achille che in passato costringeva la Sauber a delle parabole discendenti di risultati con il passare dei Gran Premi. Anche oggi che è arrivata mamma Ferrari a spingerla, però, non è detto che la squadra abbia perso il vizio: lo si è notato già nel corso delle due settimane di test pre-campionato, dove il Biscione è partito nettamente come quarta forza solo per poi, di giorno in giorno, finire risucchiato dal plotone degli inseguitori.

Non necessariamente per colpe sue, quanto piuttosto per meriti altrui: i diretti avversari come Renault, Haas e anche McLaren, Toro Rosso e Racing Point sono agguerriti, e mai come quest’anno la battaglia alle spalle del trio Ferrari-Mercedes-Red Bull si preannuncia calda e imprevedibile. La Alfa Romeo ha gli uomini giusti per risalire la china, e quelli che ancora non ha li sta assumendo proprio in questi mesi, per rimpolpare uno staff che ai tempi della Sauber era andato riducendosi per colpa della crisi. Adesso è il momento di lasciarli lavorare, augurandoci che non sbaglino un colpo.

Fabrizio Corgnati

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