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(foto dal Web)
(foto dal Web)

 

E’ l’ennesimo talento in fuga dall’Italia… ma con una particolarità: non ha due gambe e due braccia, bensì quattro ruote. Stiamo parlando di Vislab, l’auto robot nata nel Belpaese molto prima della Google car e ora comprata dagli Usa per la bellezza di 30 milioni di dollari.

 

Da Parma alla California, passando per la Cina

La storia comincia nell’ormai lontano 20 luglio 2010, quando la prima auto senza pilota del mondo partì da Parma alla volta di Shanghai, dove si stava svolgendo l’Expo: arrivò a destinazione cento giorni dopo, avendo percorso 15.926 chilometri e attraversato 9 stati. E si è conclusa ieri mattina, quando il prof. Alberto Broggi è entrato nell’aula magna del Centro Sant’Elisabetta dell’università di Parma assieme al rettore per annunciare formalmente la vendita dello spin-off nato e cresciuto nel campus emiliano.

L’acquirente è Ambarella, una società americana relativamente giovane, fondata nel 2004 a Santa Clara, in California, specializzata in compressione di immagini video e quotata a Wall Street.

Il “trasferimento” di Vislab nella Silicon Valley ha suscitato parere contrastanti. Se molti lamentano che “ci siamo fatti sfuggire un altro talento”, Broggi non è d’accordo e sostiene che questa è una straordinaria occasione per l’Italia: “Primo, perché restiamo a Parma – spiega a colloquio con Repubblica – . Io e tutto il team continueremo a lavorare da qui. Avremo più soldi, potremo attirare più studenti, fare ricerche più efficaci e inventare dispositivi che oggi non potete neanche immaginare”. Il fatto che già una trentina di ricercatori siano stati assunti a tempo indeterminato è un buon segnale.

“Quando ho iniziato il progetto, Google neanche esisteva”, racconta Broggi. Nel 1994, appena laureato al Politecnico di Torino, realizza insieme a un paio di colleghi Paprika, un elaboratore con 256 processori che installa in una Fiat Ducato. Nel 1998 è la volta di Argo e una Lancia Thema senza pilota: grazie a un sistema di telecamere, l’auto riconosce le linee stradali e riesce a percorrere 2mila chiometri in Italia. Poi, grazie ai fondi del Cnr, a Parma è nato il Laboratorio per la Visione artificiale e i Sistemi intelligenti (Vislab): una mattina di luglio del 2013 una sua auto, una Braive, ha attraversato la città in pieno centro in condizioni di traffico reale: 13 chilometri in 18 minuti.

Purtroppo, la legislazione in Italia rende difficili queste sperimentazioni (basti ricordare che la spending review vieta agli enti pubblici l’acquisto di automobili) e, con Fiat e Finmeccanica che nicchiavano su eventuali partnership, il prof. Broggi ha trovato una sponda nella Silicon Valley. “Se non avessimo venduto adesso, fra qualche mese avremmo rischiato di vederci sorpassati da qualche rivale”, dice ancora a Repubblica.

Tra i tanti partner industriali potnzialmente interessati, Ambarella è stata scelta per un motivo ben preciso: “Noi facciamo il software, loro fanno hardware, insieme siamo perfetti, possiamo continuare a crescere, applicare questa tecnologia in ambiti che nemmeno immaginiamo”, spiega Broggi. Quanto al prezzo, “è stata determinante la nostra storia, l’esperienza di vent’anni, l’incredibile messe di dati che abbiamo raccolto”.

I 30 milioni di euro potranno ora essere usati da Broggi e dei suoi soci (una trentina di ex studenti che lo accompagnano da anni) per “andare finalmente alla velocità della Silicon Valley senza muoverci da Parma”.