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Lamborghini (Getty Images)

Il marchio Lamborghini è uno dei brand più importanti al mondo. Negli ultimi anni l’azienda bolognese è passata tra le mani dell’ex team principal Ferrari, Stefano Domenicali, che non a caso vuole spingere il Toro verso la Formula 1. Un marchio così importante però attira anche sguardi truffaldini.

In questi giorni proprio in casa Lamborghini è stata sventata una truffa che avrebbe avuto del clamoroso. Come riportato da “Il Resto del Carlino”, infatti, un 57enne, ingegnere e analista informatico, laureato alla Sorbona di Parigi avrebbe tentato il colpaccio ai danni del noto marchio.

Una finta azienda da comprare

Alle spalle dell’uomo secondo la Polizia ci sarebbe una vera e propria organizzazione internazionale specializzata in frodi Ceo. Il tutto è cominciato a febbraio 2016. I truffatori si sono intrufolati all’interno dell’azienda per via informatica cercando di carpire quante più informazioni sull’azienda. Si sono inoltre sostituiti all’ad Stefano Domenicali con un falso indirizzo e-mail cercando di far autorizzare un bonifico da 780mila euro su un conto ad Hong Kong.

I truffatori avrebbero finto che Lamborghini volesse acquisire una società ad Hong Kong e che quei soldi servivano proprio per chiudere l’affare. Fortunatamente l’affare è stato sventato grazie ad un funzionario Lamborghini che ha trovato sospetti alcuni movimenti e ha subito avvisato la Polizia Postale per fare tutti i controlli del caso.

L’uomo arrestato, un franco-israeliano di 57 anni, avrebbe avuto con sé addirittura un database su 6400 manager di punta di 900 società. Insomma la Polizia è stata in grado di sventare un vero e proprio atto terroristico informatico che avrebbe potuto mettere in ginocchio diverse rinomate aziende. In casa Lamborghini, intanto, sicuramente dopo questa brutta avventura gli occhi saranno più aperti che mai.

Antonio Russo