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Suzuki logo (©Getty Images)

Un nuovo sbarco sulla Luna sta per essere allestito in una gara fra cinque team: l’israeliano SpaceIL, lo statunitense Moon Express, la Synergy Moon, internazionale, il TeamIndus dall’India e la Hakuto dal Giappone. Al fianco di quest’ultima azienda ci sarà anche Suzuki che collaborerà alla realizzazione del veicolo robotizzato che dovrà approdare sulla Luna, compiere almeno un video e 500 foto ad alta risoluzione e, soprattutto, avere un costo contenuto.

Una sfida che vede impegnati ingegneri, astrofisici, scienziati di tutto il mondo. I team dovranno essere finanziati per il 90% da sponsor privati. “Ci sentiamo vicini allo spirito che anima il team Hakuto che cerca di realizzare il suo sogno attraverso un mezzo compatto e inarrestabile – ha detto Toshihiro Suzuki, presidente, CEO e COO di Suzuki Motor Corporation -, anche noi abbiamo contribuito, con le nostre auto compatte, a realizzare il sogno di portare benessere nelle società”.

La casa di Hamamatsu contribuirà a rendere leggero e a fornire di trazione integrale il veicolo. Il primo prototipo pesava 10 kg, poi è stato alleggerito fino a 4 kg. “Si tratta di un risultato eccezionale – prosegue la nota di Suzuki -, che incide molto sul contenimento dei costi della missione: trasportare sulla Luna un chilo di carico in più comporterebbe un incremento delle spese di un milione di dollari”. Per ottenere questo risultato, la scocca del mezzo LRV (Lunar Rover Vehicle) è stata realizzata in CFRP (Carbon Fiber Reinforced Polymer). Inoltre sono stati attentamente studiati tutti i materiali con relativo peso e spessore.

La tecnologia impiegata per la missione nello spazio sarà successivamente sfruttata per la costruzione delle auto del futuro. Per conoscere il team vincitore bisognerà attendere il 31 dicembre 2017. La prima squadra che completerà con successo la missione riceverà 20 milioni di dollari, la seconda 5 milioni di dollari. Ma sono previsti anche altri premi minori per altri obiettivi. Come ad esempio trascorrere la notte lunare o visitare il cratere di atterraggio.