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(© Getty Images)
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Dopo le misure adottate nei giorni scorsi a Milano e Roma per gestire l’emergenza smog, anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha emanato un’ordinanza che vieta la circolazione dei veicoli sull’intero territorio del comune dalle 9 alle 17 del 2, 4, 5, 7 e 8 gennaio e dalle 9 alle 12 del 3 gennaio. Inoltre, fino al 6 gennaio è stata disposta la riduzione degli ambienti riscaldati a 18° C negli edifici civili e a 17 in quelli industriali e gli impianti di riscaldamento potranno restare accesi per non più di 9 ore.

Revocato invece lo stop per Capodanno e per l’Epifania. Il blocco della circolazione è stato adottato per consentire “un’ulteriore azione di contrasto delle misure atte a mitigare gli effetti nocivi delle polveri sottili”. Infatti l’Arpac della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria nei giorni dal 24 al 28 dicembre ha indicato “il persistere delle condizioni meteoclimatiche favorevoli all’accumulo delle Pm10”.

 

L’Italia in allerta

Nel capoluogo lombardo, intanto, le tanto temute concentrazioni del Pm10 tornano a scendere nel primo giorno dopo i blocchi del traffico, come si evince dal bollettino sulla qualità dell’aria emesso dall’Arpa della Lombardia. Nell’ultima giornata di stop alla circolazione automobilistica, in centro il Pm10 rilevato dalla centralina del Verziere è sceso sotto la soglia limite dei 50 mcg al m3, attestandosi a 45. Anche il dato della centralina Senato è passato da 83 a 51 mcg al m3, mentre la centralina Pascal che il 29 dicembre aveva fatto registrare ben 81 mcg al m3 oggi ieri ne ha registrati 59.

L’emergenza PM10 resta tuttavia alta anche nelle altre città italiane, specialmente quelle del Nord Italia. A Genova si è corse ai ripari con un’ordinanza firmata dal sindaco Marco Doria che prevede il blocco della circolazione per circa 25mila auto con motori di tipo euro 0 ed euro 1 e immatricolazione indicativamente risalente a prima del 1997, e che entrerà in vigore dal 1° febbraio 2016.

A Venezia è previsto, grazie a un accordo con la Regione Veneto, il rinnovamento dei mezzi di trasporto pubblico, la riconversione elettrica dei mezzi pubblici e privati di trasporto, oltre a un’offerta di abbonamenti integrati che comprendano le ferrovie, i bus, la metro, il bike e car sharing.

 

Il giudizio dell’Aci

Nonostante ciò, l’Automobile Club d’Italia, per bocca del suo presidente Sticchi Damiani, ha espresso tutto il proprio scetticismo riguardo sia ai provvedimenti adottati in questi giorni per affrontare l’emergenza smog nelle grandi città italiane, sia alla proposta del Governo di abbassare di 20 km/h (da 50 a 30) il limite di circolazione nelle aree urbane.

Secondo l’Aci occorre un coordinamento nazionale che incardinato su quattro punti: incentivare l’acquisto di auto nuove o usate a minore impatto ambientale; favorire la rottamazione dei veicoli vecchi più inquinanti, salvaguardando le vere auto d’epoca attraverso una lista chiusa di modelli storici; potenziare anche qualitativamente il trasporto pubblico locale; sostenere l’offerta di car sharing non solo a Roma e Milano, ma anche nelle realtà urbane meno estese.

“L’inquinamento non si riduce fermando le auto, tanto meno rallentandole. L’ipotesi di un limite a 30 km/h in città ci lascia perplessi”, scrive l’Aci in un tweet.