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Mercedes S280 in cui perse la vita Lady Diana (©Getty Images)

Il 31 agosto di quest’anno saranno ben 20 anni dalla morte di Lady Diana, una delle principesse più amate di sempre, che in quella maledetta estate del ’97 sporcò la propria favola con un finale drammatico. Grazie all’ennesimo libro i riflettori si riaccendono ancora una volta su quella notte parigina. Questa volta gli autori sono il fotografo Pascal Rostain e due giornalisti del settimanale Paris-Match. Ed ecco fuori una nuova tesi sulla morte di una delle donne più importanti del XX secolo.

A finire nel mirino questa volta è la Mercedes S280 di proprietà dell’Hotel Ritz, che quella sera ospitava sui propri sedili posteriori Lady Diana. Rostain, intervenuto a radio RTL, infatti, ha dichiarato: “L’auto era da rottamare, oltre i 60 km/h non teneva. Non sarebbe mai dovuta tornare in circolazione, era stata incidentata una prima volta, ribaltandosi più volte”.

L’inchiesta potrebbe riaprirsi

Insomma questa volta non si parla di strani giri e complotti, ma di qualcosa di molto più semplice, una macchina non adatta a sostenere quella fuga inutile. Il libro in questione si chiama Qui a tué Lady D? (ovvero, Chi ha ucciso Lady D?). A quanto pare, secondo le ricostruzioni degli autori, un altro autista del Ritz, Karim Kazi, aveva messo la dirigenza del famoso hotel in guardia da quella vettura troppo malconcia per viaggiare a velocità sostenuta.

Insomma ai mille motivi che si annidano dietro la morte di Lady Diana: la presunta inettitudine del responsabile alla sicurezza, la fuga dai fotografi a velocità sostenuta, l’autista che guidava in stato di ebrezza. Si aggiunge ora anche questo nuovo capitale, la Mercedes S280 di proprietà del Ritz. Se tale tesi venisse confermata, le colpe per la morte di Lady Diana sarebbero ripartite tra l’autista e la direzione dell’Hotel Ritz responsabile di un mezzo a quanto pare non adatto a circolare.

Antonio Russo