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(Getty Images)
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Le pratiche per il passaggio di proprietà sono un adempimento burocratico indispensabile ogni volta che si acquista un veicolo usato, e purtroppo una voce di spesa non irrilevante al momento della compravendita. Quel che non tutti sanno, però, è che non è obbligatorio rivolgersi alle apposite agenzie: si può anche provvedere da sé, risparmiando un bel po’ di denaro.

In questa piccola guida al fai-da-teTuttomotoriweb vi spiega tutto quel che dovete fare per sbrigare la pratica nel modo più veloce ed economico possibile.

 

I passi da seguire

 

Ricordiamo innanzitutto che quando si acquista un veicolo usato, occorre registrare il passaggio di proprietà entro 60 giorni dall’autentica della firma del venditore. Per evitare di versare un ulteriore compenso alla classica agenzia cui si ricorre in questi casi, è possibile – ma solo a determinate condizioni – sbrigare la pratica anche personalmente.

DOCUMENTAZIONE – La richiesta può essere presentata dall’acquirente o da un suo incaricato munito di delega (il modello è scaricabile dal sito internet dell’ACI); nel secondo caso, occorre anche una copia dei documenti d’identità di entrambi e il modello TT2120 (sempre scaricabile dal sito internet dell’ACI). Occorre poi avere a disposizione i seguenti documenti:

1. Certificato di proprietà (CdP);

1. Atto di vendita del veicolo in una delle seguenti forme:

a) Dichiarazione di vendita presente sul retro del certificato di proprietà, con firma autenticata del venditore e bollo da 14,62 euro (se il veicolo è sprovvisto di certificato di proprietà,occorre stipulare un contratto di vendita sottoscritto sia dal venditore che dall’acquirente: in questo caso dovranno essere autenticate entrambe le firme e i costi saranno doppi);

b) atto pubblico o sentenza in copia conforme all’originale, corredato da marca da bollo.

3. Nota di presentazione al PRA su cui indicare il codice fiscale dell’acquirente (a tal fine è possibile utilizzare il retro del certificato di proprietà oppure il modello NP3C, in doppio originale, scaricabile dal sito dell’ACI o reperibile presso gli uffici del PRA e della Motorizzazione Civile);

4. Carta di circolazione (originale e copia);

5. Modulo TT2119 di richiesta d’aggiornamento della carta di circolazione, reperibile presso gli uffici del PRA e della Motorizzazione Civile;

6. Copia di un documento di identità/riconoscimento dell’acquirente [3].

7. dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza dell’acquirente, qualora la residenza non sia riportata sul documento presentato.

DOVE – Il passaggio di proprietà può essere effettuato sia presso gli uffici del Pubblico Registro Automobilisti (PRA), sia presso la Motorizzazione Civile. Al PRA è possibile pagare i costi della pratica direttamente allo sportello, mentre la motorizzazione civile richiede che siano prodotte le ricevute dei pagamenti effettuati tramite bollettini postali su appositi conti correnti postali.

COSTI – Le spese da sostenere per formalizzare il passaggio di proprietà sono le seguenti:

– emolumenti ACI: 27 euro;

– imposta di bollo per registrazione al PRA: 29,24 euro se muniti di certificato di proprietà, che funge da nota di presentazione; 43,86 euro in assenza del certificato di proprietà, dovendo usare come nota di presentazione il modello NP3C;

– spese per autenticare la firma: bollo da 14,62 euro e 0,52 euro per diritti di segreteria;

– diritti Motorizzazione Civile: 9 euro;

– imposta di bollo per aggiornamento libretto di circolazione: 14,62 euro;

– “imposta di trascrizione provinciale” (IPT): è la voce che incide maggiormente sul passaggio e varia in base alla potenza del mezzo (kw) e alla provincia presso il cui PRA il veicolo viene registrato: fino a 53 kw di potenza, il costo è fisso (150,81 euro), mentre per gli autoveicoli che superano i 53 kw si calcola un importo di 3,5119 euro per ogni kw (con maggiorazioni fino al 30% rispetto all’importo di base stabilito dal Ministero delle Finanze).

Nel caso in cui la richiesta del passaggio di proprietà venga presentata trascorsi 60 giorni dall’autentica della firma del venditore, l’imposta di trascrizione provinciale è soggetta a un’ulteriore maggiorazione del 30% più interessi, a titolo di sanzione.

VERIFICHE – Cosa succede se dopo dopo l’atto di vendita l’acquirente (cui compete la formalizzazione del passaggio di proprietà) non sbriga la pratica? In questo caso, il venditore rimane intestatario del veicolo al PRA e risponde delle conseguenze collegate al presunto possesso e utilizzo del veicolo, come il pagamento del bollo e le eventuali infrazioni commesse con la vettura dal nuovo possessore.

Il comrpatore inadempiente, invece, si espone a pesanti sanzioni pecuniarie (da 705 a 3.526 euro) e al ritiro del libretto di circolazione (art. 94 C.d.S.).

Trascorsi sessanta giorni dalla data dell’autentica della firma sull’atto di vendita, dunque, il venditore può verificare lo stato della pratica inoltrando una richiesta di visura presso un ufficio del PRA o tramite il servizio online dell’ACI all’apposita pagina del sito. Qualora il passaggio di proprietà non fosse stato registrato, al proprietario non resta che ricorrere al giudice di pace dichiarando la perdita del possesso del veicolo. Fortunatamente, però, questa eventualità non si verifica così spesso…