CONDIVIDI

Marco Carta: “Sono gay” e lo racconta nel suo nuovo singolo

Ospite a Domenica Live, Marco Carta ieri ha voluto raccontare la sua verità. Era stato già negli studi di Barbara un mesetto fa, e in un servizio in cui veniva mostrato alle prese con la spesa, esordì con un “prendo due fette di petto di pollo e non vi dirò mai perché due“, frase che aveva incuriosito molto il pubblico. A distanza di qualche settimana, per presentare il suo nuovo singolo, è tornato in studio da Barbara e ha raccontato tutto.

Barbara ha “spoilerato” qualcosa con il suo arrivo in studio, poi ha lasciato che fosse Marco a raccontare tutto e a spiegare la canzone che è uscita oggi a mezzanotte.

“Questa canzone parla di due appuntamenti. Il primo è quello mancato con mio padre, quando io l’ho aspettato e lui non è mai arrivato, l’ho aspettato per due ore e non si è presentato. Io l’ho perdonato, perché davvero è passata, gli voglio bene come se ci fosse stato, forse anche lui avrà avuto i suoi motivi. Il secondo appuntamento è il mio primo bacio: non il primo bacio che ho dato a scuola ma il primo bacio che mi ha lasciato senza respiro, il primo bacio che ho dato a un ragazzo che ho amato. L’ho detto… l’ho detto… l’ho detto con una tale libertà perché deve essere normale, per le persone che sono a casa, per i ragazzi che ci guardano, per le famiglie. Non devono fare lo sbaglio che magari ho fatto io. È un processo: c’è chi si sente pronto da subito, chi dopo dieci anni, chi dopo un mese. Io ho vissuto questo processo dando dei pesi alla mia carriera e alla mia musica. Mi faceva soffrire non poter camminare per strada con la persona che amavo, mi faceva soffrire non poterlo baciare, mi faceva soffrire non poter andare al cinema e prendersi la mano. Sono cose che facciamo quando abbiamo 16 anni, io a 33 anni non le ho mai fatte, ora probabilmente le farò. Per me è una scelta di libertà: voglio liberare la mia anima, il mio corpo, ma anche il mio pugno, la mia scrittura, la mia musica. Io avevo paura un po’ di questa giornata, della chiave: è facile cadere nella banalità, la gente può dire “l’ha fatto dopo 10 anni”. Questo è il mio percorso: ora mi sentivo pronto e sicuro, perché non puoi più tornare indietro e ora non torno più indietro. È la mia vita. Sono davvero molto felice, mi sento 30 chili in meno”

 

Difatti sul web in molti hanno scritto “ma si sapeva già”, “era evidente“, non considerando che ognuno ha i suoi tempi e che soprattutto quando ci si sente pronti a farlo, bisogna dirlo e liberarsi. Marco Carta lo ha fatto, dopo più di dieci anni di carriera, e liberando il suo “pugno” in una canzone in cui parla a suo padre e gli racconta questo processo che lo ha visto attraversare fasi in cui si è sentito diverso, sbagliato, non capito, fino ad arrivare ad un punto in cui realizza che non conta nient’altro che la sua felicità e le sensazioni forti che ha provato quando ha dato il suo primo bacio.

La canzone è intitolata Una foto di te e di me. Il testo:

“Dicono che Dio per disegnare il mondo
ci ha messo 7 giorni
e poi ci sono io all’ombra di mio padre
e avevo 7 anni

avrei voluto chiederti
qualcosa in più
tipo se è vero che i sogni se li spendi li perdi
e che li uomini forti incassano i colpi
senza arrendersi mai
senza piangere mai

Dicono che Dio
abbia creato tutti
uguali ma speciali

avrei voluto crederci
almeno un po’
per poi guardarmi allo specchio essere fiero di tutto
gioire di ogni difetto e comunque ripetermi che

che non è vero che sei sbagliato
e non hai niente da dimostrare
hai fatto tutto con le tue gambe
anche a costo di farti male

S non ho modo di lasciarti andare
quando ricordo non so immaginare
e aspetto ancora fermo sulle scale
con in tasca una foto di te e me, domenica
leggeri di neve e nevica

Dicono che Dio ci abbia dato i figli per salvarci tutti
e poi ci sono io ho scelto di gridare per soffocare i dubbi
avrei voluto renderti fiero di me

invece hai un figlio diverso l’ho imparato col tempo
anche senza un esempio le notti a ripetermi che

che non è vero che sono sbagliato
se quella volta ho scelto di amare
ho chiuso gli occhi e dopo l’ho baciato
Trattengo il fiato per non respirare

io non lo so se tu lo puoi accettare
ma ti ricordo e voglio immaginare
di ritrovarti fermo sulle scale
con in tasca una foto di te e me domenica

leggeri di neve e nevica

Quando ricordo non so immaginare
non ti ricordi non so immaginare
ti aspetto ancora fermo sulle scale
ed ho in tasca una foto di me e te domenica
leggeri, di neve”

 

 

 

 

Segui le nostre notizie su Google News

Google ha selezionato TuttomotoriWeb.com tra i siti accreditati per il servizio News. Seguici su Google News per restare aggiornato su tutte le notizie dal mondo dei motori