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Lapo Elkann (©Getty Images)

Genio e sregolatezza, istrionico, alla mano, a tratti sgrammatico, ma  intelligente e umano. Con queste parole potremmo descrivere Lapo Elkann, erede di una delle famiglia più importanti d’Italia e spesso al centro delle cronache per i suoi atteggiamenti al limite, che invece di penalizzarlo lo hanno reso ancora più popolare, soprattutto tra i più giovani.

Tornato in questi giorni alla ribalta per la presentazione della nuova Pagani Huayra Lampo, costumizzata dal suo Garage Italia, appena inaugurato, il 40enne nato a New York ma cittadino del mondo, ha rilasciato un’interessante intervista al Corriere della Sera, in cui ha toccato un po’ tutti i temi a lui cari, a partire dal rapporto con Gianni Agnelli, Presidente per diverse stagioni di due marchi made in Italy di grande successo.

“Grazie a mio padre Alain ho scoperto il mondo, ma con mio nonno, la “sua” Ferrari e la Juventus, mi sembrava di vivere in un parco giochi”, ha ammesso. “Fino a 18 anni volevo essere come lui, poi ho capito che ognuno ha la sua strada e io vorrei lasciare una mia impronta personale”.

La caduta

L’imprenditore ha quindi ricordato la sua difficile infanzia in collegio, gli abusi e il passo distruttivo verso la droga. “Io sono luce e oscurità, quest’ultima mi ha portato alla cocaina. Pensavo fosse glam. Invece è da sfigati. Mi sono fatto male e ho fatto male”, il suo racconto. “Poi ho incontrato medici geniali, Lorenza BolzaniGallimberti e Bonci,che hanno inventato un sistema chiamato Tms, che agisce sul cervello e allontana il craving, la voglia. Per merito loro posso dire di esserne uscito e di aver imparato ad accettarmi”.

Le delusioni

Secondo Elkann una delle ragioni dello sconforto che l’hanno fatto scivolare nel circolo vizioso degli stupefacenti è stato anche l’incontro con persone sbagliate. “La visibilità, il successo, il denaro, la fama, attraggono individui convinti che tu sia come un gratta e vinci”, ha ammesso. “Ho provato a fare piazza pulita e ho addirittura scoperto che il mio autista fidato rubava”.

L’amore

Infine per non buttarla tutta in amarezza Lapo ha dedicato un pensiero alle donne. “In questi anni ho amato veramente soltanto due ragazze: Martina Stella, di cui ero pazzo e che ha fatto di tutto per salvarmi dalle sostanze, e mia cugina Bianca Brandolini. Purtroppo però il mio rapporto con l’altro sesso è stato sempre influenzato dalle difficoltà  vissute con mia madre quando ero piccolo”, ha concluso l’ex boss di Italian Indipendent.

Chiara Rainis