Google (Getty Images)

Una seconda falla nella sicurezza dei dati degli utenti costringe Google ad anticipare la chiusura del proprio social network Google Plus

Durante il mese di ottobre, il colosso web Google aveva annunciato la chiusura del proprio social network Google Plus. L’andamento del sito non era tra i migliori considerato che, dati alla mano, gli utenti preferivano di gran lunga Facebook, Instagram, Snapchat e molti altri social. Google Plus addirittura secondo le stime degli ultimi mesi in termini di utenza mensile, difatti, era solo 9° tra i social presenti in tutto il mondo con circa 300 milioni di utenti attivi.

Google Plus chiude i battenti: quando e perché

Google Plus è stato lanciato dall’azienda di Mountain View nel 2011 e dopo 7 anni di vita dovrà chiudere i battenti. Il motivo di una simile decisione non sembra, però, legato solo all’utenza più bassa rispetto a social come Instagram e Facebook, ma da una falla nella sicurezza dei dati degli utenti che aveva messo a rischio dati riservati (nomi, indirizzi email, professione, sesso, stato delle proprie relazioni sentimentali) di circa 500mila utenti. Adesso è emerso che a novembre per sei giorni si è verificata la seconda violazione della sicurezza che stavolta a messo a rischio i dati di circa 52,5 milioni di account. Il secondo bug in pochi mesi ha spinto Google ad anticipare la data di chiusura del social che non chiuderà più i battenti a fine agosto 2019, bensì ad aprile, ovvero 4 mesi prima. A chiudere sarà, però, solo la versione consumer del sito, mentre quella dedicata ai clienti business (le aziende) rimarrà attiva.

Google, inoltre, ha annunciato che entro 90 giorni (entro marzo 2019) chiuderanno anche le API (Application Programming Interface) collegate a Google+. Quest’ultime sono dei sistemi in grado di mettere in comunicazione più applicazioni o più software attraverso determinate funzioni. L’azienda statunitense, infine, non ha chiarito nello specifico quali siano i dettagli della violazione e chi abbia potuto visionari i dati, ma ha voluto precisare che non si è trattato di una violazione causata da un attacco hacker. Secondo Google, difatti, la falla nella sicurezza è stata causata da un bug legato ad un aggiornamento software lanciato nel corso del mese di novembre.

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