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General Motors Logo (Getty Images)
General Motors Logo (Getty Images)

Una molla difettosa da 56 centesimi di dollaro ha condannato la General Motors a pagare una multa da 35 milioni inflitta dalla Nhtsa (ente federale per la sicurezza) e inoltre dovrà risarcire le famiglie delle vittime, senza contare pure i feriti. Le richieste di danni arrivate sono 4.343, di cui 478 relative a decessi, così come riportato da Il Fatto Quotidiano. GM potrebbe arrivare a spendere la bellezza di 600 milioni in risarcimenti.

Il tutto è stato provocato dalla già citata molla difettosa che era montata nel blocchetto di accensione di una decina di milioni di automobili  e alcune di esse devono ancora ricevere un pezzo modificato. Il costruttore americano, tardando i richiami, è stato condannato al pagamento della maxi-multa. Adesso sono stati attivati, ma serviranno almeno due anni per sostituire tutti i componenti sulle diverse macchine.

 

General Motors e la molla difettosa: le origini della vicenda

La storia è cominciata nel 2002, quando furono messe sul mercato le prime due vetture con il blocchetto difettoso: la Chevrolet Cobalt e la Saturn Ion. In pratica la costante elastica della molla era troppo bassa e non in grado di avere la meglio sul peso della chiave, pertanto con un portachiavi troppo pesante o prendendo una buca la chiave si sposta autonomamente dalla posizione on a quella off causando così l’attivazione del bloccasterzo, mentre si disattivano servosterzo e servofreno. Tutto ciò provoca un controllo complicato del veicolo. Il rischio è di finire ad ammazzarsi letteralmente, anche perché Abs, Airbeg e gli altri dispositivi di sicurezza non riescono ad intervenire in tale circostanza.

General Motors era a conoscenza di questa enorme problematica dal 2004 ma, giudicando troppo elevato il costo dei richiami, decise di non fare nulla. Nel 2006 viene costruita una molla più resistente, anche se non con i valori previsti originariamente, e vengono elusi i controlli della Nhtsa. Ma nel 2014 GM viene messa sotto inchiesta e dal 2015 sta iniziando a pagare. Per il momento ha raggiunto l’accordo di risarcimento con 84 famiglie delle vittime del difetto della molle e con 93 feriti, ma la lista è ancora lunga.