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(foto da Autoevolution)
(foto da Autoevolution.com)

 

L’unico sistema per individuare e punire chi guida sotto l’effetto di cannabis mettendo a repentaglio la propria incolumità (e quella altrui) è effettuare un’analisi del sangue. Pardon, era. Grazie a un nuovo dispositivo, infatti, sarà possibile rilevare la presenza nella saliva della marijuana, o meglio del principio attivo del Thc, in tempo reale. Con evidenti benefici sul piano della sicurezza stradale.

 

Semplice ma efficace

Il dispositivo, già battezzato “Cannibuster“, è stato presentato di recente alla 9° edizione dei LaunchTown Entrepreneurship Awards, l’evento che premia le cinque invenzioni più originali e brillanti proposte dagli studenti di alcune tra le più importanti università statunitensi.

Tra i progetti arrivati in finale c’è proprio il prototipo capace di rilevare nel giro di pochi minuti la concentrazione di Thc in chi guida auto e moto.

“Oggi, se un guidatore è sospettato di comportamenti illeciti al volante legati all’assunzione di marijuana, le forze dell’ordine devono richiedere l’intervento di operatori sanitari o traferire il guidatore in un ospedale per sottoporlo ad analisi del sangue. I risultati possono arrivare anche dopo sei settimane, e questo ovviamente non è l’ideale”, spiega Kathleen Stitzlein, dottoranda in ingegneria biomedica, ai colleghi di Autoevolution.

Insieme ad altri ricercatori, Stitzlein sta mettendo a punto un primo dispositivo funzionale da essere sottoposto alle autorità di polizia, con le quali sarà poi ulteriormente perfezionato, grazie ai fondi già stanziati dall’Ohio Third Frontier.

L’identikit del Cannibuster, tuttavia, è stato già tracciato: uno strumento non invasivo che, grazie a un semplice prelievo di saliva e a una serie di microchip, misura i livelli di Thc nel giro di pochi minuti, consentendo così di migliorare la sicurezza nelle strade. E chissà che presto non arrivi anche sulle nostre strade…