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Carlo Conti
Carlo Conti (Getty Images)

L’intervista del conduttore televisivo Carlo Conti rilasciata al settimanale Oggi. Il presentatore toscano ha parlato della propria famiglia, dell’ultimo Festival di Sanremo e della prossima edizione de La Corrida che inizierà a breve.

Il conduttore televisivo Carlo Conti, che a breve guiderà la nuova edizione del talent show La Corrida, in onda su Rai 1 dal 29 marzo, si è raccontato in un’intervista rilasciata al settimanale Oggi. Conti ha parlato non solo della nuova edizione de La Corrida, ma anche della sua famiglia e soprattutto del figlio di 5 anni, Matteo, che gli ha cambiato la vita ed le sue priorità.

Carlo Conti: “Oggi posso dire che ho tutto quello che desidero

Carlo Conti, il 58enne conduttore televisivo Rai, ha rilasciato una lunga intervista al settimanale Oggi. Il presentatore toscano che mercoledì 27 marzo condurrà la cerimonia di consegna dei David di Donatello e venerdì 29 marzo tornerà al timone del talent show La Corrida, ha parlato del suo lavoro, della famiglia e anche dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, di cui è stato direttore artistico per tre edizioni di fila dal 2015 al 2017. Conti, sposato con la costumista Francesca Vaccaro, ha iniziato la sua intervista parlando del figlio Matteo: “Matteo – riporta il sito del settimanale Oggimi ha insegnato il senso vero della vita, la relatività di certe cose, la priorità giusta da dare a quelle davvero importanti. Fino a sette-otto anni fa, nella mia classifica c’ero io, poi veniva il lavoro, poi il resto. Ora, in cima a tutto c’è mio figlio, seguito dalla mia famiglia, poi arrivo io e solo dopo il lavoro“. Conti poi prosegue parlando dell’emozione provata per la nascita del figlio avuto all’età di 53 anni: “Pentirmi di non aver avuto un figlio prima? A volte capita, quando lo prendo in braccio e sento la schiena che cede un po’, quando lo devo portare sulle spalle la sera tardi e sono più stanco di lui e vorrei che qualcuno prendesse sulle spalle me. Non vorrei mai tornare indietro, perché non sarebbe lui, non sarebbe Matteo. Forse, l’unico rammarico che ho è di non aver sposato Francesca almeno tre o quattro anni prima, invece di fare un po’ il ragazzaccio e di tirarla un po’ per le lunghe. Il padre come lo sto facendo adesso non avrei saputo farlo a 30, 40 anni, quando al centro c’ero io: volevo divertirmi, pensare al mio lavoro, ero molto preso da me. Adesso la famiglia mi dà ricchezza, completa la vita. Oggi posso dire che ho tutto quello che desidero“.

Il conduttore poi parla della scomparsa del padre, perso quando aveva solo 18 mesi: “Con Francesca, poco tempo fa, notavamo che la parola che non ho mai detto in vita mia, babbo, perché il mio è mancato quando avevo 18 mesi, ora è quella che sento dire di più: Matteo mi chiama settemila volte al giorno. Sto recuperando il rapporto con quella parola che nell’infanzia mi è mancata“. L’argomento dell’intervista poi si sposta all’ultimo Festival di Sanremo, kermesse di cui Conti è stato conduttore per tre edizioni dal 2015 al 2017: “Polemiche dopo l’ultimo Festival? Sanremo è una cassa di risonanza pazzesca, accade ogni anno che si cerchi di infilarci la politica. Ma in generale, nella vita proprio, sono abbastanza stufo del fatto che qualsiasi cosa debba essere buttata nella sfida partitica. Se fai uno starnuto, c’è subito qualcuno che si chiede se lo hai fatto verso destra o verso sinistra. E questo non va bene, fa perdere la leggerezza, la libertà di parlare senza il timore di essere catalogati o inseriti per forza in una casella“. Le polemiche hanno inevitabilmente travolto anche la Rai: “Io faccio il giullare, il varietà, quindi anche se cambiano i governi e ci sono polemiche, dal mio punto di vista non cambia nulla, non me ne accorgo. Sono in Rai da 35 anni ma non ho mai dovuto confrontarmi con pressioni. Faccio il mio varietà, la mia musica, i miei quiz. Qualunque sia il governo, l’intrattenimento rimane intrattenimento. Che poi è quello che dovrebbe essere, assieme al servizio pubblico, la vocazione della Rai“. Alla domanda della giornalista di Oggi sulla sensazione che ci si stia incattivendo, Conti risponde: “È tutto il sistema a essersi incattivito, il nostro modo di vivere, i social. Dovremmo tutti tornare un po’ bambini, imparare da loro a non prendere tutto così sul serio. Abbiamo perso la capacità di ascoltare, siamo sempre tutti contro tutti, sempre schierati. Basta pensare al linguaggio del calcio o della tv. Se fai mezzo punto di share più del tuo competitor scrivono che lo hai “asfaltato”. Asfaltato. Per mezzo punto. È tutto esasperato, pesante“. Infine un’ultima battuta sulla nuova edizione de La Corrida: “L’anno scorso – si legge sul sito della redazione di Oggi La Corrida è tornata in Rai, casa sua, dopo 50 anni ed è stato un successo incredibile. Il format è forte, essenziale e cerco di farlo il più possibile simile all’originale, anche se Corrado e il suo modo di guardare i concorrenti sono irraggiungibili“.

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