Medici
(Getty Images)

Un bambino di 5 anni, affetto da bronchite plastica, è stato salvato dall’intervento dei medici che sono riusciti ad estrarre un tappo di muco che gli aveva provocato una preoccupante crisi respiratoria.

Un bambino di 5 anni è stato salvato dai medici dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove era giunto in condizioni gravi. Il piccolo era arrivato cianotico presso il nosocomio siciliano in preda ad una crisi respiratoria qualche giorno fa ed i medici lo hanno subito preso in cura riuscendo a salvargli la vita. A provocare la crisi respiratoria era stato un “tappo di muco” formatosi a causa di una patologia da cui è affetto il bambino: la bronchite plastica.

Bambino di 5 anni salvato dai medici: “Aveva una polmonite che poteva risultare letale”

La bronchite plastica è una patologia rara che colpisce particolarmente i bambini affetti malattie respiratorie come l’asma bronchiale ricorrente. Questa patologia provoca la formazioni di stampi mucosi all’interno dei bronchi causando insufficienze respiratorie ed in alcuni casi il decesso. Di questa malattia è affetto il bambino che qualche giorno fa è stato ricoverato urgentemente all’ospedale Cannizzaro di Catania, dove era giunto al pronto soccorso in condizioni gravi. Il piccolo di 5 anni era divenuto cianotico e presentava una forte crisi respiratoria, ma grazie all’intervento dei medici della struttura adesso è salvo. A provocargli questa insufficienza era stato proprio un “tappo di muco” che non gli permetteva di respirare correttamente. Al quotidiano La Sicilia la dottoressa Antonella Di Stefano della struttura ospedaliera siciliana ha spiegato: “I medici di turno hanno capito dalla tac che un polmone era stato escluso da qualcosa che ostruiva uno dei bronchi. Il polmone era in forte sofferenza e il bimbo aveva una polmonite che poteva risultare letale”. “Devo dire – prosegue la dottoressa al quotidiano siciliano- che in questo caso va messa in risalto la bravura del medico di guardia che ha visitato il bimbo e che, constatato che il quadro clinico era molto preoccupante, ha insistito con i colleghi per sottoporre il piccolo a una broncoscopia. Di solito gli addetti a questa tipologia di esame sono un po’ riluttanti a procedere se non sono sicuri di trovarsi davanti a qualcosa che occluda i bronchi. Ma l’insistenza del medico ha consentito di procedere con l’esame e per fortuna quando i broncoscopisti hanno trattato il bambino si sono accorti che ad occludere il bronco e il polmone era un grumo di muco solidificato. A questo punto col broncoscopio sono riusciti ad estrarre il muco che aveva praticamente preso il calco del bronco”. La dottoressa Di Stefano ha poi concluso affermando che il bambino una volta rimosso il corpo estraneo è tornato a respirare regolarmente: “Per fortuna siamo riusciti a intervenire per tempo e oggi possiamo raccontare un caso di buona sanità”.

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