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(foto Twitter)
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Quello dei “trucchi” per sfuggire alle multe degli autovelox è uno degli argomenti più gettonati tra gli automobilisti. Ma il ricorso alle soluzioni di volta in volta proposte (dalla lacca per capelli al domopack dal fango) può comportare gravi conseguenze legali per i responsabili delle “trovate”… Ecco una rapida carrellata degli stratagemmi più diffusi e dei rischi cui va incontro chi li utilizza.

Di recente la polizia stradale ha denunciato un uomo di Bolzano per aver installato sulla propria auto un meccanismo in grado di rendere illeggibile la targa agli autovelox. In questi casi – sempre più numerosi – scatta il reato di “soppressione, distruzione e occultamento di atti veri”, dato che chiunque manomette la targa è punito ai sensi del codice penale.

E’ bene diffidare, poi, delle “leggende metropolitane” sull’uso di riflettenti come domopack e lacca per capelli sulla targa (quest’ultima, tra l’altro, potrebbe fungere allo scopo solo se l’autovelox è munito di flash – cosa che capita sempre più raramente) e degli appositi spray venduti su internet e spacciati per “portentosi”.

Quanto alle “pitture” per rendere la targa “catarifrangenti”, al gel per capelli e al fango, si tratta sicuramente di rimedi più efficaci, ma è bene ricordare che configurano un grave illecito.

E gli stracci che penzolano sulla targa (con la scusa che sarebbero stati “dimenticati”) sono, oltre che illegali, anche inutili: alla polizia bastano poche cifre della targa e il modello dell’auto per risalire al suo proprietario.

Tra gli ultimi e più “spregiudicati” ritrovati ci sono dei dispositivi in grado di disturbare il segnale di Telelaser o Laser con un particolare flash, grazie a una coppia di sensori collocati nella mascherina dell’automobile e a una centralina nascosta dentro l’abitacolo.

E, per finire, il più classico dei rimedi: le auto con targhe false o contraffatte. Le conseguenze penali, in questi casi, sono decisamente serie.

Il modo migliore per evitare grane, a conti fatti, resta quello di rispettare i limiti di velocità, per quanto a volte possano apparire poco ragionevoli, o tutt’al più di dotarsi di un navigatore satellitare in grado di localizzare le postazioni fisse di autovelox lungo strade e autostrade, e delle applicazioni per smartphone (come iCoyote per l’iPhone) che informano il conducente della presenza di autovelox sia fissi che mobili.

 

 

 

Redazione