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André Turcat (© Getty Images)
André Turcat (© Getty Images)

 

Era nato a Marsiglia il 23 ottobre 1921, da una famiglia di costruttori automobilistici, fece parte già dell’aeronautica della Francia libera negli ultimi anni della Seconda guerra mondiale e poi combatté in Indocina, ma il suo nome entrò nella Storia quando, il 1° ottobre del 1969, sfondò il muro del suono con un Concorde, dopo aver condotto il 2 marzo dello stesso anno un prototipo di quell’aereo.

André Edouard Turcat, pilota (e soprattutto coraggioso collaudatore e istruttore, con una vasta collezione di record di volo in carriera), mito dell’aeronautica francese, è morto a 94 anni.

 

Una passione assoluta

I suoi compagni lo chiamavano scherzosamente “le grand Turc”, il gran turco, facendo riferimento al suo nome e al suo fisico imponente.
Già nel 1954 André Turcat era riuscito a sfondare il muro del suono (fu il primo pilota europeo) a bordo del velivolo sperimentale Gerfaut 1, guidato in volo orizzontale. Nel 1957 a bordo del Gerfaut II, che al pari del predecessore aveva contribuito a progettare, collezionò diversi primati di velocità ascensionale: 6.000, 8.000, 12.000 metri, e con il Griffon 2 un biennio più tardi stabilì il record mondiale di velocità in circuito chiuso sui 100 chilometri, raggiungendo un picco di 1.640 km/h. Ma la sua fama è indissolubilmente legata a quell’epica impresa con il Concorde, l’aereo supersonico franco-britannico.

Una passione assoluta, quella di Turcat per il Concorde, tanto che, dopo l’incidente del luglio 2000, quando la corsa dell’aereo finì per sempre, dopo essersi schiantato al suolo, provocando 113 morti, all’aeroporto parigino di Roissy, lui continuò a difenderlo e testimoniò in questo senso anche al processo del 2010.

Nel 2003, fu ospite d’onore a bordo del volo d’addio, per poi decidere di ritirarsi a vita privata nell’entroterra provenzale, a Beaurecueil.

A quello che sarà sempre ricordato come il pioniere dell’aeronautica moderna, noi di Tuttomotoriweb vogliamo semplicemente augurare, come sarebbe piaciuto a lui, “buon viaggio!”.