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Un emendamento alla manovra chiede di destinare i soldi ricavati dalle multe alle amministrazioni per la manutenzione delle strade. Un disegno di legge è stato depositato al Senato da parte di Forza Italia con Remigio Ceroni e Simone Baldelli contro l’uso degli autovelox selvaggio. “Non vogliamo cedimenti sul fronte della sicurezza stradale ma diciamo che si deve finirla con il saccheggio indiscriminato a danno degli automobilisti”.

Remigio Ceroni e Simone Baldelli
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Gli enti locali dal 2015 hanno incassato la cifra di 1,6 miliardi di euro attraverso le multe, ma il senatore e il deputato di Forza Italia sembrano decisi a dirottare altrove l’incasso delle contravvenzioni, onde evitare che continuino ad essere un modo di far cassa da parte degli enti locali, e di modificare le sanzioni in maniera più equa per i cittadini.

Le contravvenzioni per le violazioni al Codice della strada, irrogate attraverso l’uso di autovelox e apparecchi similari – hanno dichiarato i due parlamentati al quotidiano ‘Il Tempo’ – costituiscono la fonte di un vero e proprio gettito supplementare per molti Comuni italiani che, per far quadrare i loro conti, utilizzano tali sistemi per assicurare una fonte certa di entrate finanziarie”.

Gli autovelox vengono definiti come “trappole mangiadenaro” che spesso non sono neppure segnalati secondo le norme, vengono posizionati in luoghi poco visibili e non sono individuabili da parte degli automobilisti. “Il principio per cui vengono installati tali sistemi di rilevazione della velocità, dovrebbe essere quello della garanzia della sicurezza stradale degli automobilisti e non quello di fare cassa”, ha aggiunto Ceroni.

Autovelox nascosto
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In conclusione il ddl chiede di stabilire limitazioni nell’installazione di autovelox nelle strade fuori dai centri abitati e norme certe sull’utilizzo dei proventi delle sanzioni; di portare a 30 giorni il limite di notifica del verbale; di sopprimere il costo dell’accertamento a carico del trasgressore ponendo a suo carico esclusivamente le spese effettive di notificazione; di prevedere il divieto di appaltare la gestione di autovelox e apparecchiature simili, con la sola possibilità di noleggiare tali apparecchiature; di ridurre da 43 euro a 20 euro il contributo unificato previsto in caso di ricorso al giudice di pace, come scritto su Il Tempo.

giudice di pace
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