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Vigile intento a redigere una multa (©Getty Images)

A tutti o quasi sarà capitato almeno una volta nella vita di guidare un’auto non propria per esigenze di qualsiasi genere senza farsi troppe domande sulle conseguenze del gesto. Ebbene, d’ora in avanti non sarà più così. Qualunque automobilista si siederà al volante di una vettura non sua, dovrà stare molto attento in quanto potrà incorrere in una multa da 700 euro, più il ritiro della carta di circolazione.

Detta in questo modo potrebbe sembrare una normativa piuttosto severa, ma niente panico perché nella realtà le cose sono diversa e molto più semplici di quanto si creda.

  • Il primo mito da sfatare riguarda il periodo temporale sono infatti passibili di tale provvedimento solo coloro che utilizzano in maniera costante e continuativa un veicolo per un lungo periodo o comunque superiore ai trenta giorni.

Da ciò ne consegue che, prestare l’auto ad un amico per un week-end o comunque in maniera occasionale, non rientra in questa casistica.

  • Il secondo mito riguarda l’applicazione della norma e la relativa multa: questa riguarda solo quei casi dove non si è provveduto a comunicare all’Archivio Nazionale Veicoli i dati necessari per aggiornare la carta di circolazione.

Questa legge è stata creata, nello specifico, pensando alle auto aziendali, a disposizione di dipendenti o di professionisti, con l’intento di poter meglio determinare responsabilità in caso di sinistri. Quanto sopra è stato disposto per tutti gli atti a decorrere dal 3 novembre del 2014 senza retroattività.

  • Terzo mito da sfatare: da questa normativa sono esclusi tutti i casi in cui tra il proprietario dell’auto “prestata” e l’utilizzatore esistano rapporti di parentela.

Quindi prestare l’auto al convivente, al coniuge, ai figli non comporta alcuna comunicazione da fare.

L’Autovelox

Un altro incubo di chi si sposta con la macchina sono le famose colonnine che ti fanno la fotografia o comunque rilevano la velocità di marcia. Rischio costante di beccarsi qualche multa e la detrazione dei punti sulla patente. Ma cosa c’è davvero dietro all’Autovelox? Serve veramente a togliere la voglia di spingere sull’acceleratore riducendo di conseguenza il numero di incidenti? In realtà da quando è stato introdotto il metodo a molti è sorto il dubbio che l’unico scopo potesse essere fare cassa e dei video lo dimostrerebbero, allo stesso modo delle dichiarazioni di un ex dipendente della società che piazza i device in giro per le città.

In alcuni tratti le contravvenzioni hanno toccato anche le 200 in un’ora andando a rimpolpare le tasche della ditta e del Comune, che vede entrare nelle proprie casse soldi inattesi e benvenuti. Molto meno euforici invece i poveri guidatori, costretti a sborsare somme rilevanti a fronte di un’infrazione non effettiva e a vedersi sottratto parte del punteggio dalla patente.