Le caratteristiche del tracciato di Baku che ospita il GP dell'Azerbaigian di F1 2019 (Fonte Pirelli)
Le caratteristiche del tracciato di Baku che ospita il GP dell’Azerbaigian di F1 2019 (Fonte Pirelli)

F1 | Formula 1 GP Azerbaigian: tutti i segreti del circuito di Baku

Baku, il tracciato che questo weekend ospita il Gran Premio dell’Azerbaigian, è il circuito cittadino più lungo e veloce della Formula 1 grazie anche ai suoi lunghi rettilinei che caratterizzano la maggior parte dei suoi 6.003 metri: si tratta del secondo tracciato più lungo dell’anno, dopo Spa-Francorchamps. Nonostante le velocità siano particolarmente elevate, la sede stradale è piuttosto stretta in alcuni tratti – una combinazione che in passato ha spesso portato a contatti tra le monoposto. Così come per l’ultima gara in Cina, anche per l’Azerbaijan Pirelli ha nominato C2, C3 e C4 quali hard, medium e soft. Ma i tre top team hanno scelto un numero diverso di set di mescole disponibili: Red Bull ha scelto più set di soft C4 rispetto a Mercedes e Ferrari.

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Le caratteristiche del tracciato di Baku

Baku è conosciuta come la “città dei venti”, una caratteristica che influisce sull’assetto aerodinamico. È una gara a volte difficile dal punto di vista del meteo, con temperature asfalto talvolta elevate, a differenza di quelle ambiente. Un po’ come a Shanghai, i lunghi rettilinei raffreddano i pneumatici, in particolare quelli anteriori, aumentando il rischio di bloccaggio. Inoltre, il tracciato sorge per buona parte in mezzo agli edifici, quindi sono presenti zone d’ombra che cambiano da settore a settore. Di conseguenza, la temperatura asfalto può essere incostante. La gara inizia dopo le 16, quindi le temperature possono abbassarsi rapidamente. Come sempre su un circuito cittadino, l’asfalto tende ad essere “sporco” e scivoloso soprattutto a inizio weekend. Le linee bianche e i tombini possono influire sull’aderenza, mentre l’asfalto è piuttosto liscio, con livelli di degrado generalmente bassi. Nel 2018 Lewis Hamilton ha vinto con una strategia a due soste, influenzata anche dai due periodi di safety car. Nelle ultime due edizioni del Gran Premio dell’Azerbaijan – su tre disputate – è sempre entrata la safety car, quindi le strategie devono essere flessibili.

La sfida maggiore a Baku è quella di trovare il giusto bilanciamento tra asse anteriore e posteriore in modo da far lavorare i pneumatici nella corretta finestra d’utilizzo”, spiega Mario Isola, responsabile F1 e car racing della Pirelli. “È un circuito piuttosto vario, con un rettilineo lungo quasi due chilometri e alcune curve molto tecniche. I periodi di safety car, sempre possibili su questo tracciato, possono diventare un’opportunità in ottica strategica. Le tre mescole nominate, C2, C3 e C4, dovrebbero adattarsi al meglio alle caratteristiche di questo tracciato, dove si svolge una delle gare più difficili da prevedere. È il circuito cittadino più insolito, con velocità elevate e il secondo giro più lungo dell’anno”.

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