Alex Zanardi (© Getty Images)
Alex Zanardi (© Getty Images)

Dopo aver conquistato due ori e un argento con la handbike alle Paralimpiadi di Rio, Alex Zanardi ha voluto essere a Monza per festeggiare il Centenario della BMW. “Sarebbe bello – ha detto con un pizzico di nostalgia –  tornare al volante!”.

L’evento che la Casa bavarese ha organizzato nel “tempio della velocità”, il Next 100 Festival, ha visto anche una tavola rotonda nel corso della quale Zanardi ha espresso le sue opinioni, mai banali, sui temi del momento.

“Mi manca molto il sound dei V10 e V12 – ha confidato l’ex campione delle quattro ruote a chi gli chiedeva un parere sulla Formula 1 attuale, come riporta Motorsport – ma credo che intervenendo su alcuni aspetti del regolamento tecnico si potrebbe migliorare parecchio lo spettacolo. La Formula 1 ha sempre una sua natura sportiva, ma bisognerebbe trovare il modo di farla emergere maggiormente, magari attraverso un gruppo di ingegneri che studino delle regole nuove senza interessi personali. Oggi c’è tanta tecnologia, ma il pubblico non la vede perché resta troppo nascosta”.

Impossibile non chiedere a Zanardi un parere su Max Verstappen, nuovo astro nascente del Circus. “Seguo sempre i Gran Premi – ha detto al riguardo – , e confermo che anche per me Verstappen è la vera novità della stagione. Ho sentito delle critiche sulla sua condotta di gara, ma quando un pilota arriva in Red Bull e alla prima gara vince, c’è poco da criticare. Non si vince al primo Gran Premio in un team nuovo per caso. È bravo nella guida, ha una maturità notevole per la sua età ed anche un gran compagno di squadra come Daniel Ricciardo che ritengo sia molto prezioso come riferimento. Oggi si dice che le monoposto siano relativamente facili da portare al 95% del limite, ma le difficoltà iniziano lì”.

Quanto a lui, a cinquant’anni non ha alcuna intenzione di tirare il freno e godersi il tempo libero: lo sguardo è già alla prossima Olimpiade. “Io corro per soddisfare me stesso, mi sono allenato e proseguirò a farlo perché mi piace – confessa – . Quando al mattino ti prepari a scalare una montagna in bici col sorriso, non puoi che continuare a farlo. Mio padre mi diceva spesso che ogni giorno bisogna raggiungere nuovi obiettivi, quindi vorrei andare avanti con questa attività. E, dico con umiltà, bisogna anche gratificarsi, non fare quello che si fa pensando agli altri”.

“Se ho vinto delle medaglie – sottolinea – non è perché mi chiamo Alex Zanardi, ma perché mi sono allenato. Andare in bici continua a piacermi, il fisico per ora regge e posso ancora andare avanti. Per quanto? Non lo so, ma andrò avanti. Proviamo, quindi, a guardare verso Tokyo 2020, con rammarico penso di non poter contare su Roma 2024”.

 

 

 

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