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Logo Fiat
Logo Fiat (© Getty Images)

Il mercato auto chiude il 2015 in netto rialzo, con tutte le case automobilistiche che fanno registrare un netto miglioramento rispetto all’anno precedente: le vetture immatricolate sono state 1.574.872 con una crescita del 15,8% rispetto al 2014. La regina del mercato è Fiat Chrysler con ben 329.177 esemplari  immatricolati e un +16,85% rispetto all’anno prima.

Fiat si conferma al primo posto del mercato auto italiano: 21 auto su 100 vedute in Italia sono del marchio torinese, grazie al grande seguito registrato da Fiat Panda (8.900 immatricolazioni circa) e 500. Da segnalare anche l’ottimo esordio di Fiat Tipo che ha siglato oltre 4 mila ordini in tre settimane. Secondo gradino del podio per il Gruppo Volkswagen che sembra non aver risentito dello scandalo dieselgate: nel 2015 sono stati venduti 119.003 vetture con un +7,87% rispetto all’anno precedente. Ma al terzo posto la casa tedesca viene tallonata dalla Ford con i suoi 109.250 esemplari immatricolati, trainata soprattutto da Focus e Fiesta.

Quarto posto per il brand Renault con 94.769 immatricolazioni e una progressione del +16,31%, seguita da Opel che con 88.940 esemplari vanta un +17,52% rispetto al 2014. Sesta piazza per Peugeot con 84.345 immatricolazioni e un +18,10%, seguita da Toyota (65.571, +7,65%) e Nissan (57.479, +18,47%), mentre la Lancia chiudere la top ten dei marchi: su 56.363 vetture vendute 55.826 sono Ypsilon.

“Il mercato auto nel corso del 2015 ha invertito positivamente il proprio trend – spiega a ‘Repubblica’ Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – grazie al contributo poderoso del noleggio, che nel breve termine ha accompagnato eventi importanti come l’Expo, e nel lungo termine ha visto il rinnovo di contratti prolungati, e alla ripresa del canale dei privati soprattutto per le fortissime promozioni messe in campo da Case e Concessionari… Resta, e questo è certo, il problema irrisolto della vetustà del parco circolante italiano, che ormai si porta dietro più di 16 milioni di vetture Euro 0, 1, 2 e 3, in gran parte realisticamente in possesso di quelle famiglie ancora con ridotta capacità di spesa per la sostituzione della vettura. All’attuale velocità di rinnovo ci impiegheremmo 20 anni per sostituire tutto il parco ante Euro 4 e questo è paradossale”.