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MAZDA 5 РNell’ottobre scorso la Mazda 5 era stata sottoposta a un ringiovanimento molto sostanzioso, che aveva coinvolto un po’ tutti gli elementi: carrozzeria, interni e meccanica. All’inizio i motori erano solo a benzina (1.8 e 2.0, con 116 e 150 cavalli) ma adesso arriva la versione più interessante, quanto meno per chi la macchina la usa parecchio: la 1.6 turbodiesel da 116 CV. Questa 1.6 CD viene prodotta apposta per l’Europa, l’unico continente dove le vetture a gasolio sono apprezzate, e parecchio: basti pensare che, nel 2010, il 78% delle monovolume vendute di questa categoria era turbodiesel.

Piuttosto che affrontare il lungo e costosissimo sviluppo di un nuovo propulsore solo per il Vecchio Continente, la Mazda ha preferito bussare alla porta di uno specialista di motori a gasolio, il gruppo Peugeot-Citroën, e accordarsi per una fornitura. E così, il nuovo quattro cilindri viene prodotto in Inghilterra (insieme al nuovo cambio), e poi spedito in Giappone per il montaggio sulla vettura. Rispetto al 2.0 TD da 110 cavalli del vecchio modello, il passo avanti è netto, a partire dal peso: già il 1.6 (tutto in lega leggera) pesa 73 kg in meno, e aggiungendo i 47 kg risparmiati sul cambio, si arriva a 120: tantissimi. È anche grazie a questa dieta ferrea che, in base ai dati dichiarati, il consumo medio passa da 16,4 km/litro a 19,2, e migliorano anche le emissioni: il 1.6 è omologato Euro 5 e dal suo scarico escono 138 grammi di CO2 ogni chilometro (il 2.0 era Euro 4 e i grammi/km erano 159). Molto simili, invece, le prestazioni, con la Mazda che adesso parla di 180 km/h di velocità massima e di 13,7 secondi per scattare da fermi a 100 all’ora. Per la verifica “sul campo” di consumi e prestazioni, comunque, l’appuntamento è con la prova sulla rivista, in programma nei prossimi mesi.

Pi√π moderna, soprattutto davanti

Prima di provarla, questa Mazda 5, diamole un’occhiata all’esterno. Nelle forme generali la monovolume giapponese rimane invariata rispetto al modello precedente, ma non si può negare che le modifiche le abbiano dato una bella svecchiata. Ci pare particolarmente riuscito il muso, con i fari più snelli e la grossa presa d’aria inferiore che, come in tutte le Mazda più recenti, sembra una bocca sorridente. Le originali “onde” a rilievo sulle porte, poi, riescono effettivamente ad alleggerire la fiancata, mentre la coda, pur molto cambiata (i vetri adesso ricoprono i montanti posteriori e i fanali sono orizzontali invece che in piedi) è meno equilibrata e “leggera”.

Porte scorrevoli e sette posti, ma non tutti uguali

Per una monovolume, la facilità di accesso, la praticità e lo spazio degli interni sono particolarmente importanti. Nella Mazda 5 meritano un plauso le porte posteriori, scorrevoli a comando elettrico (anche premendo due tasti sulla sinistra della plancia). Sono una rarità per la categoria, e si rivelano comodissime: oltre ad aprirsi e chiudersi senza il minimo sforzo, non ingombrano, consentendo un’accessibilità più facile soprattutto nei parcheggi a pettine.

Quanto all’abitabilità, iniziamo col dire che la Mazda 5 ha sette posti, disposti su tre file. Chi guida e il passeggero anteriore hanno spazio in abbondanza, ma anche nella fila centrale, se si è in due, si sta da pascià, allungati su vere e proprie poltroncine. Va meno bene per l’eventuale passeggero centrale, che siede su uno strapuntino rialzato e poco imbottito; è un posto d’emergenza, tanto è vero che la Mazda ha studiato un sistema per ripiegarne la seduta sotto quella del sedile di sinistra, e ruotare lo schienale per sfruttarlo come bracciolo centrale o per lasciare un passaggio dove inserire oggetti lunghi come gli sci. Infine, la terza fila. Da una monovolume lunga poco più di quattro metri e mezzo è impossibile aspettarsi un gran comfort da quei due sedili; ma quelli della Mazda 5 (che si ripiegano a scomparsa nel baule quando non servono) sono più ampi della media: due adulti non molto alti stanno abbastanza comodi, a patto di far avanzare un po’ i sedili della fila centrale (scorrono per 20 centimetri).

Bagagliaio grande, sì, ma in giro c’è ben di meglio

Se lo spazio per le persone è convincente, quello per i bagagli lo è un po’ meno. Intendiamoci, il portellone grande garantisce un’accessibilità notevole e, se non si viaggia in sette (in tal caso il baule è meno capiente di quello di una citycar), di spazio ce n’è anche per affrontare delle lunghe vacanze. Ma molte concorrenti caricano di più, soprattutto quando si viaggia in due, con tutti gli altri sedili abbassati: 1485 litri sono una capacità da buona wagon, più che da monovolume. Anche lo spazio e la praticità dei vani per i piccoli oggetti, pur se adeguati, non sono eccezionali. Davanti, oltre a qualche piccolo ripiano poco sfruttabile, ci sono il cassetto nella plancia, grande ma fatto in economia e non climatizzato, e le sottili tasche nelle porte. Per la seconda fila, ci sono le tasche dietro gli schienali dei sedili (insieme a comodi tavolini ribaltabili) ma non nelle porte (sennò non potrebbero scorrere). Infine, un po’ di spazio si trova in altri due vani sotto i sedili laterali (ma per accedervi non bisogna esserci seduti sopra) e in una piccola rete estraibile.

Stile classico, plastiche da utilitaria

Spazio a parte, comunque, gli interni della Mazda 5 piaceranno a chi ama il classico: la plancia è elegante e semplice, con un cruscotto sportivo (tachimetro e contagiri sono inseriti in due profondi coni antiriflesso) e un bel volante a tre razze rivestito in pelle; la posizione di guida è comoda e non troppo da furgone, anche per merito delle tante e abbondanti regolazioni (incuse quelle in altezza e del supporto lombare del sedile). Ben posizionata anche la leva del cambio rialzata, e nel complesso intuitivi tutti i comandi. La scelta dei materiali, però, delude: le plastiche sono tutte rigide ed economiche, e riducono l’effetto di apprezzabile qualità dato dalla precisione dei montaggi.

Il motore va bene, il cambio e lo sterzo molto bene

Ed eccoci finalmente su strada, per verificare se questo 1.6 è adatto a spingere una macchina che, malgrado tutto, pesa 1415 kg a vuoto. Il verdetto è positivo: a patto di non pretendere scatti rabbiosi, il quattro cilindri mostra un vigore soddisfacente anche nelle marce alte, risponde all’acceleratore con buona prontezza e fornisce i cavalli senza sbalzi (anche se il meglio lo dà tra i 1800 e i 4000 giri). Un comportamento che rende gradevole la guida della Mazda 5, ed è favorito dal cambio quasi sportivo: la leva ha una corsa breve, gli innesti sono molto precisi e le marce corte, per favorire le riprese. Certo, così a 130 orari in autostrada e in sesta marcia il motore è già a 2700 giri, ma il suo rumore, pur se presente insieme a qualche fruscio aerodinamico, non è esagerato. Giudizio positivo anche sullo sterzo, progressivo e abbastanza pronto, e sul lavoro delle sospensioni: il comfort sulle buche è buono e la tenuta di strada sicura; le traiettorie vengono mantenute con una certa precisione, pur se il rollio in curva è evidente.

Ricca, ma costosa

Infine, i prezzi. Questa Dynamic Space non costa certo poco, ma bisogna dire che ha una dotazione notevole; le si può rimproverare solo l’assenza del comodo “clima” bizona (quello montato è automatico, ma non permette d’impostare temperature diverse tra destra e sinistra) e il fatto che per avere una presa Usb per la radio occorra ordinare il pacchetto Smart Navy (1.000 euro, disponibile da marzo) che include il navigatore TomTom integrato nella plancia, con schermo di 5,8”. Per tenersi in saccoccia 2.250 euro si può scegliere la Smart Space, che ha comunque una dotazione soddisfacente (inclusi gli airbag per la testa anche per la terza fila di sedili). Ma le differenze sono tante: per citare le più importanti, le porte scorrevoli non sono più elettriche, e mancano i fari allo xeno, i sensori di parcheggio posteriori, il Bluetooth per il telefonino e il regolatore di velocità.

AlVolante.it

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