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Lamborghini Raton (©Hemre Husmen)

Il lancio della Lamborghini Urus ha innescato una raffica di rendering che stanno invadendo il web e creando una certa attenzione, pur tra giudizi contrastanti. L’esercizio di stile richiede una buona familiarità di design e una gran dose di creatività, del resto immaginare non costa nulla.

Tra i rendering che hanno sorpreso maggiormente c’è quello di Emre Husmen ribattezzato Lamborghini Reton e contraddistinti da sei ruote motrici, parafanghi quadrangolari e un assetto super rialzato per un offroad da brividi. A cominciare dal nome: il Raton era un feroce toro spagnolo che ha tolto la vita a tre persone nell’arena tra il 2006 e il 2011 e ne ha ferito altre trenta, guadagnandosi il soprannome di “el toro asesino” (il toro assassino).Oltre a disegnarlo, Emre Husmen ipotizza un propulsore ibrido elettrico turbodiesel in grado di erogare oltre 1.000 cavalli di potenza.

A dare ampio spettro all’immaginazione ci ha pensato un artista digitale di nome Aksyonov Nikita, che ha “renderizzato” il super SUV italiano in vari stili di carrozzeria, dalla stravagante Convertibile a quattro porte ad una SuperVeloce ispirata alla Aventador, dalla versione Tron allo stile Centenario, dalla livrea Martini a quella Gulf. Trattandosi di semplice livree qualcuno potrebbe persino prendere in considerazione questa possibilità creativa.

L’equipe di Lambo Cars, invece ha fuso la Lamborghini urus con l’ormai celebre Mercedes-Benz G63 AMG 6×6, uno dei fuoristrada più bizzarri al mondo omologata per uso stradale. Il rendering trasforma il SUV di Sant’Agata Bolognese in un incrocio di razza a sei ruote che integra il corpo della Classe G con il design aggressivo della Urus.

Non poteva mancare la fantasia dell’ungherese X-Tomi Design che prima trasforma il SUV in una coupè a tre porte, poi in un pick-up selvaggio che mai vedrà la luce. Infine l’artista digitale Evren Milano la dipinge con una carrozzeria rivista, paraurti specifico con diversi canali scavati nello splitter e ala posteriore per incrementare il carico aerodinamico. Ce n’è davvero per tutti i gusti… e non finisce qui.

Luigi Ciamburro