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Lamborghini Huracan Performante (Youtube)

Lamborghini Huracan Performante ha fatto strabuzzare a molti gli occhi prima ancora di fare il suo ingresso su strada. Il record sul giro fatto stabilire nella famosissima pista del Nurburgring ha solo valorizzato una vettura già sulla bocca di tutti. L’auto raggiunge alte prestazioni soprattutto grazie al nuovo sistema di aerodinamica attiva. In pratica i due spoiler presenti sulla macchina rispondono in base alla circostanza in cui ci si trova (accelerazione o frenata), canalizzando al meglio i flussi d’aria.

La Lamborghini Huracan Performante grazie a questa innovativa trovata che permette alla vettura di sfruttare se stessa sempre al massimo della potenza, grazie all’assetto che risponde alle sollecitazioni delle varie situazioni ha strappato con un 6:52.01 il record sul tracciato del Nurburgring, sino a quel momento detenuto dalla Porsche 918 Spyder. La macchina è spinta da un V10 da 5,2 litri, capace di sprigionare 640 CV.

Questa potenza non basta

Grazie a tutte queste interessanti caratteristiche e alla sua relativa leggerezza (3047 kg a secco), la Lamborghini Huracan Performante è in grado di passare da 0 a 200 in appena 8,9 secondi. Naturalmente tali prestazioni sono al di sotto di quelle della Porsche 918 Spyder, ma come dicevamo l’aerodinamica attiva permette alla vettura di viaggiare sempre al massimo, guadagnando tanto soprattutto in curva, dove la macchina riesce ad avere un angolo di sterzata molto stretto.

In Russia però a quanto pare non erano per niente felici delle prestazioni della vettura, proprio per questo un gruppo di meccanici esperti hanno messo mano alla Lamborghini Huracan Performante e grazie ad una coppia di turbocompressori la potenza sprigionata dal motore è stata portata a 1439 CV, una cifra che comincia a mettere in soggezione anche una Bugatti Chiron. Su strada la vettura ha fatto 1/4 di miglio in 8,5 secondi raggiungendo i 270 km/h, ma gli esperti sono pronti a scommette che con la giusta messa a punto si potrebbero fare tutto ciò addirittura in 7 secondi.

Antonio Russo