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Hans-Dieter Poetsch
Hans-Dieter Poetsch e Matthias Muller (©getty images)

Stamane a Wolfsburg si è tenuta un’improvvisa conferenza stampa da parte dei vertici Volkswagen dove si è parlato degli ulitmi aggiornamenti sullo scandalo Dieselgate. “Siamo di fronte a una delle più grandi prove della storia della nostra impresa”, ha premesso il presidente del consiglio di sorveglianza di Vw Hans-Dieter Poetsch. “Verrà messo tutto sul tavolo, nulla finirà sotto il tappeto” in seguito alle indagini che verranno effettuate in modo indipendente, al fine di trovare e punire i responsabili.

Il colosso tedesco ancora non è in grado di elencare i nomi dei responsabili della truffa subita dai clienti del brand VW, ma ha individuato tre fattori che hanno concorso al dieselgate: “Errori e omissioni di singoli”, “debolezze in alcuni processi” e “la tolleranza” da parte dell’azienda “di violazioni delle leggi”, che purtroppo non si può negare “ed è la cosa più grave”. Non si tratta di un singolo errore, “ma di una catena di errori ininterrotta”, ha aggiunto Hans-Dieter Poetsch.

A indagare sul dieselgate ci sono 450 esperti-inquirenti divisi in due gruppi, uno esterno e l’altro interno, che saprà garantire un chiarimento completo, senza sconti, dell’accaduto. “A quanto ci risulta soltanto un numero relativamente piccolo di persone è coinvolto” nelle manipolazioni del software e “non ci risulta alcun coinvolgimento del board”. E comunque, ha concluso Poetsch, “anche chi ha una responsabilità a livello superiore ne risponderà”.

Lo scandalo emissioni costringerà il Gruppo Volkswagen a ridefinire i propri target e le strategie per il futuro nei prossimi 10 anni, ma di certo il brand tedesco non si lascerà influenzare dalla difficile situazione e “non ci faremo paralizzare”, ha dichiarato l’ad del gruppo Matthias Muller in conferenza stampa. “Vi do la mia parola, non ci fermeremo fino a che i nostri clienti non saranno soddisfatti”

Il nuovo boss della VW non fornisce stime sui costi legati allo scandalo dieselegate, “ma siamo fermamente convinti che la nostra liquidità e i nostri risultati sono abbastanza forti da non farci pensare nemmeno alla vendita di asset. Siamo felici dei marchi che abbiamo e vorrei sottolineare non c’è nessun progetto di venderli”.

Ma ben presto potrebbero arrivare buone notizie dalle indagini sul software, in quanto i veicoli coinvolti in Europa non sarebbero oltre 800mila, ma soltanto 36mila.