Su un nastro d’asfalto che taglia la pianura, il nuovo SUV DS 7 alterna silenzio elettrico e spinta ibrida: due anime francesi, un’unica idea di viaggio morbido, preciso, istintivo.
DS N°7: Il SUV premium francese si rinnova — test su strada delle versioni elettrica e ibrida
Il restyling del SUV premium francese non gioca a nascondino. Frontale più affilato, firma luminosa “a lama” e proiettori Pixel LED che disegnano la strada con finezza. Il posteriore ripulisce le linee, niente eccessi. È una bellezza sobria, quella che fa voltare la testa senza chiedere scusa. In città, tra vetrine e pavé, la carrozzeria scolpisce riflessi; in autostrada, resta composta. Qui, la novità non è solo estetica: cambia il modo di stare in auto.
Parto dalla versione elettrica. Quella che abbiamo guidato è un esemplare di pre‑serie: DS non ha ancora diffuso dati ufficiali su batteria, potenza o autonomia, quindi niente numeri scolpiti nella pietra. Posso raccontare, però, come si muove. Scorre. Il pedale risponde pulito, senza on/off fastidiosi. Il lavoro di insonorizzazione è notevole: fruscii al minimo, rotolamento filtrato. In città usi la modalità B per la rigenerazione e ti godi la fluidità. La sensazione è che questo telaio, nato per il comfort, regga bene il peso extra: lo senti nei curvoni ampi, dove l’auto resta piatta e sincera.
Poi c’è la ibrida plug‑in, la E‑Tense. Qui di dati verificabili ne abbiamo: con la 225 CV, l’autonomia elettrica omologata WLTP arriva fino a circa 65 km; le 4×4 più potenti scendono un po’, ma compensano con la trazione integrale. La ricarica in AC a 7,4 kW porta la batteria da zero al 100% in poco più di due ore: il tempo di una cena e sei pronto per il giorno dopo. Nel traffico procedi in elettrico puro, poi, quando l’ago sale, il 1.6 turbo entra come un cameriere di sala: silenzioso e al momento giusto. Nel mio giro casa‑ufficio ho superato i 40 km in EV prima che il termico si svegliasse: è quel margine in più che ti fa rinunciare volentieri al distributore per giorni.
Il punto, a metà di questo test, è semplice: la DS 7 non chiede di scegliere tra efficienza e piacere. Ti chiede come vuoi sentirti al volante. Con la E‑Tense 4×4 da 300 o 360 CV la risposta è: coccolato, ma rapido quando serve. Con l’elettrica (in attesa delle specifiche) la promessa è di alzare il livello del silenzio senza perdere carattere.
Dentro, lo stile è tutto comfort e materia. Pelle lavorata “cinturino d’orologio”, Alcantara, finiture curate. I sedili riscaldati e massaggianti fanno la differenza nei giorni lunghi. Il sistema multimediale DS Iris con display da 12 pollici è pulito, reattivo, con mirroring wireless. L’head‑up display ti toglie la tentazione di guardare giù. In marcia, la Active Scan Suspension legge l’asfalto con una camera e ammorbidisce o irrigidisce gli ammortizzatori prima che arrivi la buca: sul pavé del centro, sembra di avere una coperta sotto le ruote. Gli ADAS di livello 2 (cruise adattivo e centraggio di corsia) sono tarati con misura, non invadono.
Spazio? Tanto, anche per chi siede dietro. Il bagagliaio è ai vertici del segmento e non ti costringe a compromessi per un weekend lungo. Dettaglio da vita vera: i vani portaoggetti sono utili, non simbolici.
In fondo, tutto si riduce a una scelta di ritmo. Preferisci l’immediatezza silenziosa della elettrica o la versatilità concreta dell’ibrida plug‑in che si adatta ai tragitti italiani, tra ZTL e trasferte? Io, intanto, spengo il motore davanti a un bar di provincia: fuori profuma di pioggia, dentro resta quel silenzio pieno che solo alcune auto sanno lasciare addosso. E tu, di che silenzio hai bisogno oggi?
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