Venti anni di scelte su misura, di colori che raccontano storie. Lamborghini celebra il percorso di Ad Personam con un nuovo capitolo che parla d’Italia, di stile e di desiderio.
Chi ha vissuto almeno una volta l’esperienza di configurare una Lamborghini lo sa: il colore non è un dettaglio. È un rito. Si entra nello studio, si toccano le pelli, si accostano campioni di vernice alla luce naturale. Si cerca quell’attimo in cui l’auto smette di essere “un’auto” e diventa “la tua”. Da vent’anni il programma Ad Personam alimenta proprio questo momento, trasformando il gusto individuale in identità su ruote.
Il programma di personalizzazione su misura è cresciuto con metodo. Lo Studio Ad Personam a Sant’Agata Bolognese è operativo dal 2016 e accoglie clienti da tutto il mondo. Dal 2022, la casa ha portato una versione itinerante, la “Traveling Lounge”, vicino ai mercati chiave. La logica è semplice: avvicinare la scelta, ridurre l’astrazione, offrire un contatto diretto con materiali e finiture. Nel frattempo il marchio ha consolidato numeri importanti, con vendite globali in crescita e una base clienti sempre più coinvolta. I modelli più recenti – come Revuelto e Urus – trainano la domanda di scelte originali, dal colore della vernice speciale fino alle cuciture.
C’è un motivo se l’attenzione ricade spesso sui toni del blu. Le Lamborghini storiche hanno saputo far vivere il colore come racconto. Chi ricorda una Countach in Blu Tahiti sa quanto un riflesso possa cambiare l’umore di un’intera strada. E poi c’è quel turchese freddo e solare insieme, il Blu Cepheus, capace di catturare il cielo e portarlo giù, all’altezza del cofano.
Per festeggiare il ventennale di Ad Personam, la casa del Toro presenta un nuovo tratto identitario: “Azzurro 20° Ad Personam”. Un nome pulito, una promessa netta. Un’inedita nuance che celebra il percorso fatto con i clienti, dentro e fuori lo Studio. Al momento in cui scriviamo, Lamborghini non ha diffuso specifiche tecniche del pigmento né dettagli su tiratura, periodo di disponibilità o modelli abbinati: è una scelta che lascia spazio all’attesa, forse anche a un po’ di immaginazione condivisa.
Un azzurro non è solo un colore. È un punto di contatto tra emozione e quotidiano. In Italia indica mattine terse, orizzonti puliti, la luce che spiana la via tra colline e capannoni della Motor Valley. Su una supercar, l’azzurro fa una cosa quasi impossibile: addolcisce la furia senza toglierle energia. Sposta il baricentro del racconto dal rombo allo sguardo. E ti fa notare ciò che spesso passa in secondo piano: i volumi, i bordi di luce, la geometria che ti segue quando giri intorno all’auto.
Cosa significa, in pratica, per chi sogna di configurare la propria? Significa prenotare una sessione nel programma Ad Personam, vedere il colore dal vivo, capire come reagisce alla luce calda e a quella fredda, e solo dopo decidere. I tempi possono allungarsi, perché ogni scelta richiede controlli e verifiche; i costi variano e non esiste un listino pubblico unico per queste opzioni. È il prezzo della singolarità, non dell’eccesso: una promessa fatta al proprio gusto, più che all’occhio degli altri.
Penso a una partenza all’alba, strada asciutta e libera. L’azzurro davanti, l’aria che taglia e ti sveglia. Non è un colpo di scena, è un’immagine semplice. Eppure basterebbe a scegliere. Tu, di che colore vorresti farti vedere la prima volta che la vita ti guarda passare?
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