La sentenza di Berger: “Vi dico quando la Ferrari potrà tornare a vincere”

Berger si sbilancia e dice quando secondo lui la Ferrari potrà cominciare a recuperare terreno e riprendere a vincere i GP.

Charles Leclerc festeggia con gli uomini della Ferrari la vittoria nel Gran Premio d'Italia 2019 di F1 a Monza (Foto Andrej Isakovic/Afp/Getty Images)
Charles Leclerc festeggia a Monza 2019 (Foto Andrej Isakovic/Afp/Getty Images)

Tifosi della Rossa unitevi e armatevi di pazienza. Per rivedere una Ferrari davanti a tutti bisognerà ancora attendere a lungo. Analizzando lo stato attuale delle cose non stupisce affatto questa previsione. Contando che il 2020 è andato e il 2021 sarà sicuramente compromesso dal congelamento dello sviluppo delle vetture, il successo potrebbe non arrivare prima del 2022 o peggio del 2023. Mentre a Maranello stanno ancora cercando di capire cosa non funziona e come riparare al danno, gli altri team, Mercedes in testa, sono già in fuga. Sarebbe naif negare l’evidenza che Frecce Nere, Red Bull, e mettiamoci dentro pure Racing Point, McLaren e Renault, siano al lavoro sulla monoposto della rivoluzione ormai da tempo, ovvero da quando al Cavallino ancora erano in alto mare, ammesso che non lo sia tutt’ora. Convinto che per rivedere delle auto rosse al comando di una corsa, e ancora di più del campionato, ci sarà da penare, anche un ex di lusso come Gerhard Berger. In un’intervista al quotidiano elvetico Blick, il 61enne si è lasciato sfuggire una previsione non esattamente esaltante per coloro che vorrebbero vedere da subito Charles Leclerc e compagno, che sia Vettel, adesso, o Sainz, il mondiale venturo, dettare il passo. “Ci vorranno almeno tre anni perché si riprenda”, il parere senza appello ma dopotutto ragionevole per le ragioni di cui abbiamo parlato.

Per la cronaca il grande amico di Senna è reduce da un ricovero ospedaliero causa appendicite acuta. “Ero in clinica per una radiografia e il dottore in maniera piuttosto concitata mi ha informato che avrei dovuto essere operato entro due ore”, il racconto   di quei momenti conclusi positivamente.

Gerhard Berger (Foto MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)
Gerhard Berger (Foto MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Chiara Rainis