Il Covid colpisce anche Guido Meda. Che commenta la MotoGP… da casa

Guido Meda, la voce italiana della MotoGP, è rimasto bloccato a casa per il coronavirus, ma sarà comunque al commento del GP di Valencia

Guido Meda (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Guido Meda (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

“Ok, ho il Covid. Ma non mi ferma. Non mi ha fermato”. Un altro addetto ai lavori illustre della MotoGP finisce vittima del coronavirus. Ma stavolta non si tratta di un pilota né di un tecnico, bensì di un telecronista. Anzi, del re dei telecronisti italiani del motociclismo: Guido Meda.

Anche il vicedirettore e responsabile della redazione motori di Sky Sport è stato dunque contagiato e questo gli ha impedito di partire per Valencia, dove è attualmente in corso il Gran Premio d’Europa del Motomondiale. Ma non di commentarlo, grazie ad un’inedita postazione che è stata strutturata proprio nel suo salotto di casa.

“Quindi, per cominciare, guidato a distanza dagli straordinari colleghi di Sky abbiamo fatto in modo di allestire questo impianto per commentare da casa il GP di questo weekend”, scrive Meda sulla sua pagina ufficiale di Facebook. “Il miracolo è che sono riuscito a seguire tutte le indicazioni per telefono e… funziona!”.

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Ok, HO IL COVID . Ma non mi ferma. Non mi ha fermato. Quindi, per cominciare, guidato a distanza dagli straordinari…

Pubblicato da Guido Meda su Venerdì 6 novembre 2020

Guido Meda ha il coronavirus: costretto a casa

Il giornalista italiano ha avuto tutta la sua famiglia colpita dal virus: “È stato un periodo brutto, con quattro famigliari su cinque positivi; mal di testa, dolori dappertutto, tosse, ma soprattutto la preoccupazione per mia moglie che ha fatto una settimana piena senza schiodarsi da 38,5 di febbre ed è… demolita. Ora meglio, ma demolita”.

Ma, anche grazie al pronto intervento dei dottori, se l’è cavata senza troppi sintomi, e senza aver perso la voglia di lavorare: “È stato importante, all’avanzare dei sintomi, che il medico ci abbia prescritto tempestivamente antibiotici, cortisone ed eparina, che hanno funzionato e ora stiamo meglio. È la terapia che i medici di base adesso conoscono e se possono prescrivono per evitare o attenuare quei peggioramenti che nella scorsa primavera hanno mandato tanta gente, anche sana, malconcia all’ospedale. Ora, lo ribadisco, io sto bene, proprio bene. Stiamo bene!”.

Meda conclude il suo messaggio invitando una volta di più tutti quanti a tenere alta la guardia contro il coronavirus: “Il virus è arrivato… da chissà dove, ma è arrivato. Il virus richiede attenzione. Il virus è oggettivamente pesante. Non si tratta di essere allarmisti o negazionisti. C’è e basta. Si tratta di fare il possibile per evitarlo a se stessi, agli altri, alle famiglie, ai più fragili. Se, come ha investito mia moglie, avesse investito mio padre che ha 91 anni, magari sarebbe stato diverso. E non so come”.

Guido Meda (Foto Stefania M. D'Alessandro/Getty Images for FuoriCinema)
Guido Meda (Foto Stefania M. D’Alessandro/Getty Images for FuoriCinema)