La F1 trema: il coronavirus rischia di far saltare anche il calendario 2021

La seconda ondata della pandemia di coronavirus potrebbe condizionare anche il prossimo campionato di Formula 1

La partenza del Gran Premio dell'Eifel di Formula 1 2020 (Foto Ina Fassbender - Pool/Getty Images)
La partenza del Gran Premio dell’Eifel di Formula 1 2020 (Foto Ina Fassbender – Pool/Getty Images)

La pandemia di coronavirus continua a colpire duro sul paddock della Formula 1, così come, d’altra parte, su tutto il resto del mondo. Le ultime notizie in tal senso sono state la chiusura agli spettatori del Gran Premio dell’Emilia Romagna a Imola e l’isolamento dell’allenatore di George Russell, contagiato e sintomatico.

Il nervosismo, dunque, aumenta tra gli addetti ai lavori: “Sì, la situazione sta diventando più difficile”, ammette il team principal della Mercedes, Toto Wolff. “La Formula 1 non mette nessuno in pericolo, poiché rimaniamo all’interno del nostro microcosmo, ma non possiamo nemmeno ignorare che il numero dei casi in molte nazioni sta crescendo rapidamente. Ad un certo punto i leader di quelle nazioni potrebbero decidere di chiudere i confini e questo potrebbe condizionare i nostri piani”.

L’ombra del coronavirus sulla F1 2021

Proprio in questi giorni, infatti, si è iniziata a stilare la prima bozza del calendario provvisorio per il campionato del mondo 2021, che prevede un ritorno alla normalità: anzi, addirittura superiore alla normalità, visto che il numero di Gran Premi in programma è di ben 23, un nuovo record. Ma resta da capire se il Covid-19 consentirà di andare avanti con questi piani. “Per ora, Chase Carey ci ha rassicurati che il programma rimane in vigore”, ha spiegato Wolff. “Ma ha anche detto che, sull’onda della pandemia in crescita, nessuno sa quale sarà la situazione tra una settimana, figuriamoci tra un mese”.

Sulla stessa linea anche il boss della Haas, Guenther Steiner: “Prima bisogna pianificare tutto ciò che vogliamo fare, poi adattarlo se necessario. Se aspettassimo che la pandemia terminasse completamente, non riusciremmo a fare più nulla, perché potrebbe andare avanti ancora per anni. Ma ci stiamo facendo più furbi, stiamo imparando ad affrontarla e magari è in arrivo anche un vaccino. Eppure ci sono così tante incognite che non c’è motivo di parlarne”.

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La monoposto della Red Bull (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)
La monoposto della Red Bull (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)