Alfa Romeo resta in F1. Ma è una buona pubblicità arrivare in fondo?

Alfa Romeo ha deciso di rinnovare il suo accordo con la Sauber. Ma quanto è positivo restare per figurare in fondo alla griglia?

Alfa Romeo (©Getty Images)

Alfa Romeo è sinonimo di aggressività ed eleganza italica, di auto potenti e di stile, ma in F1 la sua fama sta rischiando di essere oscurata. Ottava tra i costruttori nel 2018 e nel 2019, anche in questo anomalo campionato si sta confermando in quella posizione con 5 punti raccolti finora. Dotata di una monoposto discreta, ma penalizzata dal motore Ferrari la C39 è ormai ridotta a combattere in pianta stabile in fondo al gruppo assieme alla Haas e alla Williams. Di certo non ciò a cui ambiva il Biscione quando ha deciso di entrare nel Circus. Eppure, nonostante tutto, l’effetto marketing lo ha spinto a rimanere e a rinnovare l’impegno nella massima serie quale partner commerciale della Sauber. “Le competizioni sportive e le prestazioni rappresentano la nostra essenza. Il brand è praticamente nato sui circuiti e l’obiettivo è continuare a competere al livello più alto del motorsport”, ha dichiarato Mike Manley, capo esecutivo di FCA. Se storicamente i costruttori hanno sempre scelto la F1 quale rampa di lancio per le novità tecnologiche da applicare alle vetture stradali, la Casa di Arese non è da meno. “Adesso i nostri clienti possono beneficiare di competenze esclusive figlie dell’ambito sportivo, come dimostrano le nuove Giulia GTA e GTAm, sviluppate con il contributo tecnico di Sauber Engineering, soprattutto per quanto riguarda le soluzioni aerodinamiche”.

Malgrado i risultati deludenti, c’è quindi più di una ragione per restare e quale occasione per celebrare l’unione che il GP dell’Emilia Romagna. Sul tracciato del Santerno Raikkonen e Giovinazzi potranno godere di una livrea speciale con tanto di Tricolore e logo per il 110° anniversario della nascita del brand coronato dalla scritta “Welcome back, Imola”. A questo proposito è giusto ricordare come Iceman sia l’unico pilota attualmente in griglia ad aver corso all’Enzo e Dino Ferrari. Peccato solo che salvo colpi di scena né Kimi, né Antonio potranno ambire a piazzamenti di rilievo.

Raikkonen (Getty Images)

 

Chiara Rainis