Il cerimoniale della F1 diventa un caso politico. Malumore in Finlandia

La modifica al cerimoniale sulla griglia di partenza dei GP di F1 è stata motivo di parecchie discussioni e ora interviene anche un parlamentare.

I piloti di Formula 1 in ginocchio contro il razzismo sul rettilineo del Red Bull Ring prima del Gran Premio d'Austria (Foto Mark Thompson/Getty Images)
I piloti di Formula 1 in ginocchio contro il razzismo  (Foto Mark Thompson/Getty Images)

Sembra quasi incredibile che la politica abbia voluto mettere il becco nell’organizzazione della F1, ma questo è quanto è successo. Dopo tutto il materiale di dibattito è succulento e ha creato agitazione nello stesso paddock. Non tanto ora che ormai è diventata prassi, quanto all’inizi quando erano stati numerosi i piloti ad esprimere perplessità. Per chi non avesse capito stiamo parlando del pre-gara, di quando tutti i driver dello schieramento si recano sulla linea di start e si inginocchiano a sostegno del movimento Black Lives Matter, a difesa dei diritti delle persone di colore. Una cambiamento radicale al format a cui assistiamo dal 1950 e che Lewis Hamilton ha contribuito a spazzare via, almeno momentaneamente. Spronato dal compagno di squadra, anche il buon Valtteri Bottas si è lanciato in un impegno sociale di tutto rispetto. La disparità di guadagno tra uomini e donne. Una vera e propria ingiustizia per il finlandese.

Interviene il parlamento

Appreso dell’appello lanciato dal connazionale,  Jani Makela, membro del partito Perussuomalaiset, per capirci una sorta di lega salviniana in salsa baltica, ha risposto con severità sostenendo che il can can delle proteste a favore delle categorie deboli sarebbe frutto di una mera esigenza di attenzione per fare soldi.

Dopo aver punzecchiato il #77 reo di essersi impicciato di affari americani che nulla hanno a che spartire con la Finlandia, il politico ha elogiato Kimi Raikkonen, al centro di polemiche per la mascherina con la croce celtica, che da inizio stagione mai si è inginocchiato per la battaglia. “Ne sono contento”, ha detto sostenendo a “discolpa” del biondo della Mercedes che dietro ogni suo gesto ci sarebbe il pungolo dei vertici di Stoccarda, desiderosi di cavalcare l’onda della ribellione per farsi pubblicità positiva.

Valtteri Bottas (Foto Lat Images/Mercedes)
Valtteri Bottas (Foto Lat Images/Mercedes)

Chiara Rainis