Il panico di Horner: “La F1 è in una situazione pericolosa”

L’addio improvviso di Honda ha creato un preoccupante precedente in F1 e ora il boss Red Bull Horner lancia l’allarme.

Il team principal della Red Bull, Christian Horner (Foto Mark Thompson/Getty Images)
Il team principal della Red Bull, Christian Horner (Foto Mark Thompson/Getty Images)

Che cosa succederà adesso? Sono in tanti a chiederselo e ovviamente la Red Bull in primis. Come spesso abbiamo ripetuto, malgrado la Honda avesse buttato lì l’intenzione di andarsene già ad agosto, la conferma arrivata tramite conferenza stampa ad inizio ottobre ha lasciato il team energetico di stucco e con esso l’intero paddock. Senza apparenti motivi solidi, uno dei pochi costruttori ancora presenti, ha deciso non solo di abbandonare, ma anche di rinnovare con una serie, l’IndyCar americana, sulla carta molto più debole del Circus. Un colpo di mano, un affronto, che è bruciato quanto una ferita.

“Questo caso ci ha lasciato in una situazione pericolosa”, ha dichiarato allarmato Christian Horner, che evidentemente pensava di doversi occupare di tutto in questo pazzo 2020, ma non della ricerca di un nuovo motorista. Il rischio corrente è che l’equipe con base a Milton Keynes non riesca a trovare un accordo con Renault venendo di conseguenza obbligata a seguire la strada ipotizzata dal talent scout del marchio Helmut Marko che nei giorni scorsi aveva parlato di probabile accordo con Sakura per l’acquisizione dei diritti della power unit nipponica a patto però di ottenere il congelamento dello sviluppo, in quanto la fabbrica non dispone delle apparecchiature necessarie e neppure vi sarebbero le risorse finanziarie.

“Ad oggi la categoria vanta quattro produttori di propulsori, ma con quello che è successo chiunque potrebbe decidere di lasciare in qualunque momento”, il pensiero del dirigente britannico espresso alla tv olandese Ziggo Sport. Come la squadra austriaca risolverà il problema che si è creato per la stagione 2022 resta da vedere. Addirittura si parla di uscita di scena in caso di impossibilità di trovare un’alternativa alla PU nipponica. Quest’ultima ipotesi però l’ha già formulata in parecchie occasioni negli ultimi anni…

Red Bull (Getty Images)
Red Bull (Getty Images)

Chiara Rainis