Parla Iannone, a due giorni dalla sentenza: “Così mi hanno rubato la vita”

In una conferenza stampa convocata a due giorni dal verdetto del Tas sul suo appello per il caso doping, Andrea Iannone esprime tutta la sua sofferenza

Andrea Iannone (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Andrea Iannone (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

“È il giorno più importante della mia vita”. A parlare è Andrea Iannone e il giorno a cui fa riferimento è il 15 ottobre. Tra quarantott’ore, il Maniaco conoscerà l’esito del suo appello al Tribunale arbitrale sportivo di Losanna. La sentenza che deciderà se la condanna ricevuta in primo grado a diciotto mesi di sospensione, per essere stato trovato positivo ad un controllo antidoping, verrà confermata o ribaltata.

Ed è inevitabile che la tensione sia alta per il pilota di Vasto, visto che da questo verdetto dipende tutta la sua carriera sportiva. “Non mi sarei aspettato di vivere questa situazione”, confessa ai microfoni dei giornalisti che ha convocato oggi alla sede dell’agenzia di stampa Lapresse per fornire le sue dichiarazioni.

La sofferenza di Iannone: “Mi sento rapito”

Questi mesi di difficoltà hanno segnato profondamente Iannone come uomo, ma lo hanno fatto anche crescere: “Oggi sono sofferente, ma allo stesso tempo più maturo e consapevole”, spiega. “Questo periodo mi ha insegnato tanto, che nella vita tutto è imprevedibile e difficile da calcolare. Oggi, se sento persone che si lamentano di cose futili, dico loro di imparare ad apprezzare le cose che hanno. La mia vita è cambiata. Da un giorno all’altro mi sono trovato senza poter fare quello che ho sempre fatto, non per mia scelta. Non lo auguro a nessuno”.

In questo periodo di stop forzato, infatti, la mancanza delle due ruote si sta facendo sentire: “Non guido una moto da Valencia 2019. Mi sento rapito, come se mi avessero rubato la vita. Il mio dovere è seguire le regole sperando che la giustizia faccia il suo corso. Sono grato a tutte le persone che mi hanno proposto qualcosa di interessante, in tutti i settori. Ma ho rifiutato tutto, la priorità è tornare il prima possibile in moto, sull’Aprilia, in pista. Non ho mai pensato di mollare, ho ancora molto da dire. Ho iniziato un progetto con Aprilia un anno fa e sento il bisogno di portarlo a termine”.

Il sostegno della Aprilia

E la Aprilia si è schierata senza se e senza ma, convintamente al fianco del suo portacolori. Alla conferenza stampa, infatti, oltre all’avvocato del pilota, Antonio De Rensis, era presente anche l’amministratore delegato del reparto corse della Casa di Noale, Massimo Rivola. “La mia presenza è di supporto”, ha spiegato. “Siamo straconvinti della sua innocenza, conosciamo Andrea. Quando tornerà in moto sarà più motivato che mai, non vediamo l’ora di vederlo in moto. Speravamo prima di questa estate. Sono curioso di conoscere i motivi di questi ritardi a Losanna. A noi Andrea manca”. E anche a tutto il mondo della MotoGP, che ora aspetta con ansia il pronunciamento dei giudici.

Andrea Iannone ai box della Aprilia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Andrea Iannone ai box della Aprilia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)