Honda disastrosa senza Marquez, la peggiore moto in griglia

La Honda senza Marquez è la peggiore moto in griglia. Al momento il team ufficiale Repsol è addirittura ultimo in classifica.

Bradl e Marquez (Getty Images)
Bradl e Marquez (Getty Images)

La Honda sta vivendo uno dei momenti più bui della sua storia dopo aver dominato per anni la MotoGP. I numeri al momento sono davvero impietoso e fotografano una situazione a dir poco tragica con l’infortunio di Marquez. Al momento, infatti, la casa giapponese è al penultimo posto nella classifica costruttori con appena 72 punti ottenuti, davanti solo all’Aprilia.

Il discorso però peggiora sensibilmente se si va ad osservare la classifica dei team. La squadra ufficiale Honda Repsol, infatti, è al momento all’ultimo posto con soli 27 punti conquistati, a meno 58 punti dalla squadra clienti di Cecchinello che comunque non va oltre la 7a posizione in una classifica che conta 11 team.

Una vera e propria debacle per la Honda, che negli ultimi 15 anni aveva sempre chiuso il campionato tra i primi 2 posti del Mondiale, vincendolo in ben 9 occasioni. Negli ultimi anni solo Stoner, da solo, nel 2007 era riuscito a battere il colosso giapponese e in altre 4 occasioni, invece, ci aveva pensato la Yamaha, aiutata però da una delle coppie di rider più forti della storia della MotoGP, quella formata da Rossi e Lorenzo.

Un solo obiettivo rimasto

Insomma, senza Marquez, numeri alla mano, la Honda è al momento la peggiore moto presente in griglia, un vero smacco per i giapponesi, che al momento possono sognare un solo obiettivo concreto, anche se difficile da raggiungere: quello di accompagnare Alex Marquez verso il titolo di Rookie of The Year.

Al momento lo spagnolo accusa un ritardo in classifica da Binder di ben 31 punti, vantaggio quasi tutti accumulato dal sudafricano grazie al successo di Brno. Per l’iberico non sarà semplice, ma la Honda deve provare a sorreggerlo se non vuole chiudere questa annata a bocca asciutta nell’attesa di Marc, che negli ultimi GP potrebbe riportare i giapponesi in posizioni un po’ più dignitose.

Antonio Russo

Alberto Puig (Getty Images)
Alberto Puig (Getty Images)